venerdì 2 agosto 2013

Brand, lusso, hi-tech. Rivincita dell'Europa

Dal Mondo del 26 luglio 2013, n°30

I numeri sui flussi del risparmio gestito non lasciano dubbi: gli investitori non ne vogliono sapere della grande rotazione verso l'equity. Nei primi sei mesi dell'anno, il confronto con il reddito fisso è schiacciante: 10,6 miliardi di euro il bilancio tra riscatti e sottoscrizioni per i fondi azionari in Europa, secondo Morningstar; ma il saldo per gli obbligazionari è stato di 43,9 miliardi, nonostante la pesante flessione registrata a giugno (-30 miliardi). Eppure, secondo alcuni analisti, le recenti perdite subite in molti segmenti del reddito fisso potrebbero innescare l'atteso giro di boa. Favorendo, in particolare, le azioni europee, che molto terreno hanno perso rispetto agli Stati Uniti. “Le differenti dinamiche di crescita registrate sulle due opposte sponde dell'Atlantico hanno inevitabilmente penalizzato l'Europa, in particolare in settori come le telecom, il food retail, le utility e il comparto bancario: molto esposti, direttamente e indirettamente, ai mercati domestici”, sintetizza Matthias Born, senior portfolio manager European equities di Allianz global investors.

Domanda. Nel Vecchio Continente si intravedono segnali di stabilizzazione. Possiamo aspettarci che le previsioni sugli utili non siano, nuovamente, riviste al ribasso?
Risposta. Per quest'anno le proiezioni sono realistiche. I dubbi sono concentrati sul 2014: le stime scontano una ripresa dei profitti, tutta da verificare, in base all'andamento dello scenario macroeconomico e all'avanzamento delle riforme a livello comunitario e di singoli Paesi.

D. Le aziende europee sono in media molto più esposte ai mercati emergenti rispetto a quelle americane. Il rallentamento della Cina potrebbe rappresentare una minaccia? 
R. É inevitabile che ci possano essere delle ripercussioni se la frenata del Colosso asiatico sarà confermata. Ma di questo tema si parla da 18 mesi e [...]

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