giovedì 26 settembre 2013

Banche in crisi, chance possibile

Dal Mondo del 20 settembre 2013, n°36, pag. 34-6

Un istituto regionale come Banca delle Marche appena commissariato. Altri 20 gruppi sotto ispezione da parte di Bankitalia. Uno di questi è Carige, già finito in un fascicolo della procura di Genova, che vuole approfondire alcuni aspetti critici evidenziati da via Nazionale. E poi ancora: dopo lo scandalo derivati, Mps deve trovare nuovi capitali per 2,5 miliardi di euro, equivalenti alla sua stessa capitalizzazione di Borsa. La Banca popolare di Milano (Bpm) è alla disperata ricerca di un diverso modello di governance. Senza dimenticare il dato record sulle sofferenze del sistema bancario nazionale: 139,7 miliardi a luglio, in crescita del 22,2% rispetto al mese precedente. Da ultimo, le tensioni sindacali con la recente rottura delle trattative al tavolo dell'Abi (Associazione delle banche) per il rinnovo del contratto di categoria e un possibile sciopero alla fine di ottobre. Insomma, ce n'è abbastanza per pensare che l'intero settore finanziario sia sull'orlo di una nuova crisi. Ma è proprio così? Le banche non sono tutte uguali. Lo dimostrano i numeri scritti nero su bianco nei conti economici dei principali istituti di credito. E allora forse vale la pena chiedersi se tra i titoli bancari, tutti indistintamente sotto pressione per il rischio Paese e la minaccia di una nuova fase d'instabilità politica, possa nascondersi qualche buona occasione d'acquisto. Molti operatori sentono odore di rally per Piazza Affari, convinti che l’economia italiana possa agganciare la ripresa europea. Con i finanziari, in quel caso, candidati a battere il Ftse Mib. Allora, meglio partire dai numeri. La lettura delle semestrali ha consegnato agli analisti due sorprese. “Quella positiva riguarda le commissioni”, spiega Stefano Turlizzi, gestore azionario di Cassa Lombarda. Alcuni sono tornati a fare profitti grazie alle capacità di collocamento delle reti distributive. “In questo senso, Intesa, Banco Popolare e Bpm sono gli istituti usciti un po' meglio dall'ultima tornata”. La sorpresa negativa riguarda, invece, gli impieghi. Quasi tutti gli istituti hanno visto crescere le rettifiche di valore sui crediti problematici, con l'eccezione di Unicredit (vedi tabella). “Può essere il segnale che l’istituto guidato da Federico Ghizzoni [...]

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