lunedì 14 ottobre 2013

Attraenti quelle curve ma occhio alle cadute

Dal Mondo del 4 ottobre 2013, n°38            -  in COVERSTORY -

Riflettori accesi ancora sull'Italia, a causa dell'instabilità politica. Basta osservare quello che è accaduto lunedì 30settembre, quando i rendimenti dei Btp decennali sono tornati a prezzare il rischio di una nuova fase d'incertezza, portandosi sopra il 4,6%. Gli investitori si interrogano sulle possibili reazioni dei mercati all’evolversi di una situazione politica che rimane estremamente fluida e difficile da comprendere. Saranno indulgenti nei confronti dell’Italia, come durante la lunga impasse scaturita dalle elezioni di febbraio? Oppure, questa volta, il giudizio di operatori e money manager sarà tranchant, aprendo la strada a un violento ritorno della tensione sui titoli di Stato? “Per i mercati un cambio di governo non è così drammatico, di per sé”, rassicura Christel Rendu de Lint, head of fixed income di Union Bancaire Privée (Ubp). “L’importante è che l’Italia mantenga stabilmente, nei toni e nei comportamenti, l’impegno a restare nella Moneta Unica, senza abbandonare la strada intrapresa sul fronte dell’aggiustando dei conti pubblici. Le maggiori fibrillazioni sui debiti del Vecchio Continente avvengono quando qualche leader politico mostra delle ambiguità su questo tema o allude all’ipotesi di uscita di un Paese periferico da Eurolandia. Naturalmente la volatilità sui Btp può tornare, ma non credo che i rendimenti saliranno a livelli preoccupanti”.

Domanda. Dal punto di vista operativo, è meglio comunque alleggerire l’esposizione ai Btp, in attesa che lo scenario politico si faccia più chiaro?
Risposta. Ci piacciono Italia e Spagna. Ma in entrambi i casi, preferiamo rimanere su scadenze inferiori ai 3 anni. Si tratta della parte di curva più attraente in termini di rischio-rendimento.

D. Intanto, dopo il passo indietro della Fed, i rendimenti dei Treasury americani a 10 anni sono scesi attorno al 2,6%. La traiettoria è segnata. Torneranno a crescere?
R. Nel prossimo trimestre, si muoveranno nella forbice tra il 2,5 e il 3%, di pari passo con le dichiarazioni di Ben Bernanke. Ma la cornice di fondo non cambia, [...]

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