giovedì 3 ottobre 2013

Fondi comuni - Un anno vissuto orgogliosamente

Da CorrierEconomia del 30 settembre 2013, pag. 26-7

Il 2013, salvo colpi di scena, è già l'anno dei record per il risparmio gestito. Con un saldo di 52,5 miliardi di euro tra nuove sottoscrizione e riscatti, la raccolta dei primi 8 mesi dell'anno ha superato il dato dell'intero 2005, migliore annata dall'inizio della mappatura sui flussi da parte di Assogestioni, nel 2003. Numeri incoraggianti per l'industria, non solo perché evidenziano un netto cambio di rotta, dopo due anni consecutivi con il segno meno. Ma anche perché, accelerando la fase di recupero, hanno portato le masse gestite a quota 1.270 miliardi, nuovo primato storico. La mollaDue fattori hanno contribuito al successo di fondi e gestioni di portafoglio negli ultimi mesi. Da un lato, l'azione di supporto da parte degli intermediari: «Le banche, anche grazie alle operazioni di rifinanziamento a lungo termine promosse dalla Bce, hanno visto ridurre la necessità di fare raccolta diretta attraverso il collocamento di bond sul mercato retail. Questo ha permesso alle reti bancarie di valorizzare i servizi a maggior valore aggiunto, come il risparmio gestito», spiega Marco Carreri, amministratore delegato e direttore generale di Anima Sgr. Le buone performance realizzate dai mercati nel 2012, particolarmente gratificanti per alcuni segmenti del reddito fisso, hanno fatto il resto, incoraggiando gli investitori ad incrementare gli asset in gestione. Dove vanno i flussiNon stupisce che proprio i fondi obbligazionari, sull'onda degli ottimi risultati dello scorso anno, abbiano continuato a raccogliere buoni flussi, nonostante uno scenario reso via via meno favorevole ai bond dall'aumento dei tassi Usa. «Non dimentichiamo che l'investitore italiano tende a manifestare un atteggiamento conservativo e identifica nei bond una classe di attivo adatta a salvaguardare il portafoglio», sottolinea Lorenzo Alfieri, country head per l'Italia di J.P. Morgan AM. Un approccio troppo difensivo, però, potrebbe costare caro nei prossimi mesi. «Ci sono pochi dubbi sul fatto che le nubi si vadano addensando, in particolare, su certe tipologie di obbligazioni», sottolinea Paolo Federici, managing director Southern Europe e Latin America di Fidelity W.I. Ecco perché gli operatori suggeriscono di privilegiare i fondi flessibili [...] Leggi tutto

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