mercoledì 23 ottobre 2013

Ma un aiuto arriva dalla colomba Janet

Dal Mondo del 18 ottobre 2013, n°40, pag. 43

La scelta di Janet Yellen per la successione a Ben Bernanke è una buona notizia per gli investitori obbligazionari. L’attuale vice-presidente della Fed, infatti, è considerata una colomba in tema di politica monetaria. E gli analisti scommettono che, ripercorrendo le impronte del suo predecessore, la nuova governatrice si muoverà con passo felpato sul terreno scivoloso del tapering: la riduzione dello stimolo monetario sarà, quindi, il più mite possibile. Favorendo, almeno sulla carta, una risalita meno aggressiva per i Treasury americani. “Non siamo di fronte ad un nuovo rimbalzo dei tassi, nell’ordine di 100 punti base in pochi mesi, come accaduto tra maggio e settembre. E in ogni caso”, rassicura John Lloyd, responsabile internazionale dell'analisi obbligazionaria per Janus Capital Group, “c’è spazio per una contrazione degli spread, che potrebbe parzialmente compensare il movimento dei govies”.

Domanda. A maggio e giugno, però, durante la fase iniziale di drastica risalita dei Treasury, gli spread si sono allargati anziché comprimersi, penalizzando anche gli high yield: una classe di attivo tradizionalmente protetta dal rischio tasso. Come si spiega questo comportamento anomalo?
Risposta. Gli spread riflettono da un lato le previsioni sui fallimenti delle aziende e dall’altro le condizioni di liquidità sul mercato. Proprio quest’ultimo elemento, legato all’andamento dei flussi, ha determinato un aumento della volatilità e spiega livelli di spread superiori a quelli che sarebbero giustificati dai tassi di default attesi. La liquidità, comunque, continuerà a giocare un ruolo. Più un titolo è illiquido [...]

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