mercoledì 13 novembre 2013

Stati Uniti ancora in bilico. I decennali saliranno oltre il 3%

Da CorrierEconomia dell'11 novembra 2013, pag.22

Senza un piano credibile per riorganizzare la spesa statale americana, l'accordo del 16 ottobre tra democratici e repubblicani statunitensi sul deficit vale poco. Presto si tornerà a parlare di shutdown e di tetto al debito, che deve essere nuovamente innalzato entro il 7 febbraio, per evitare il fallimento tecnico. «Se accadesse Wall Street potrebbe scendere del 15%, con un effetto ben più doloroso sui consumi», chiarisce Eric Chaney, capo economista di Axa IM e Axa Group. Paradossalmente, però, il default potrebbe favorire invece i detentori di titoli di Stato americani. «L'emergere di un nuovo rischio sistemico spingerebbe i grandi investitori a comprare bond Usa. Nonostante tutto, il debito statunitense resta la classe di attivo più liquida e sicura al mondo».

D. In questo scenario, la Federal Reserve congelerà la riduzione dello stimolo monetario?
R. Il cambio di rotta potrebbe slittare a gennaio o anche oltre, sotto la guida di Janet Yellen. Prima di prendere una decisione, infatti, la banca centrale vuole verificare le conseguenze dell'impasse politica sull'economia. L'ipotesi di un default tecnico resta comunque poco probabile e per adesso mi aspetto rendimenti decennali dei Treasury attorno al 2,8% a dicembre e vicini al 3,5% a fine 2014.

D. Intanto dalla Cina arrivano segnali rassicuranti. O no?
R. La crescita cinese si sta stabilizzando attorno al 7% o poco più. È l'effetto combinato di due spinte: la fine degli stimoli fiscali messi in atto pe [...] Leggi tutto

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