venerdì 25 gennaio 2013

Chi vince e chi perde con Basilea 3 più soft

Dal Mondo del 18 gennaio 2013, n°3, pag.28-30

Una boccata d’ossigeno per le banche europee. Alle prese con un’economia asfittica se non depressa, margini compressi dai tassi ai minimi storici e, a sud, sofferenze bancarie in aumento, proprio mentre si procede nel faticoso percorso di uscita dalla crisi dei debiti. Il recente accordo del Comitato sulla vigilanza bancaria dà più tempo agli istituti di credito per adeguarsi ai requisiti di liquidità previsti da Basilea 3 (la dead line scivola dal 2015 al 2019); include azioni, bond societari ed emissioni garantite da mutui tra gli strumenti liquidi di alta qualità che dovranno essere detenuti per far fronte a temporanee situazioni di stress finanziario. Con l'obbiettivo di liberare risorse da destinare al credito. Ma la decisione, accolta con euforia dai mercati (da inizio anno, il paniere delle banche europee ha guadagnato l'11,64%, contro il 3,11% dell'Euro Stoxx 50) non premia tutti gli sportelli allo stesso modo. Anzi: le banche più “virtuose”, che si erano già messe in regola con i nuovi standard in netto anticipo sulla scadenza originaria, rischiano, paradossalmente, di rimanere spiazzate. A favore degli istituti che non avevano ancora fatto i compiti a casa, costruendo adeguati cuscinetti di liquidità. Quali banche saranno promosse dalle Borse europee, sulla spinta di requisiti più soft?
Diciamolo subito. Le banche italiane saranno tra le poche a non beneficiarne. [...]

Imprese a caccia di insolvenze

Dal Mondo del 18 gennaio 2013, n°3, pag. 16-7

Per il giro di boa si dovrà attendere il prossimo anno. Nel 2013, infatti, le insolvenze cresceranno ancora, sebbene ad un ritmo più basso, prossimo al 2%, contro il 3% del 2012 e il 7 dell'anno precedente. Le previsioni di Euler Hermes, società del gruppo Allianz specializzata nell'assicurazione crediti commerciali, fotografano una notizia buona solo a metà. Perché il cancro che ha sfibrato il tessuto produttivo del nostro Paese sta smettendo di crescere ma non ha ancora iniziato a ridursi. E, del resto, se il progresso della malattia decelera è anche perché in questi anni la crisi ha espulso dal mercato moltissime aziende, lasciando in vita solo i più forti. [...]