venerdì 15 febbraio 2013

Roma e Madrid soffriranno anche nel 2014

Dal Mondo dell'8 febbraio 2013, n°6, pag. 32-3

“L'ottimismo sull'evoluzione della crisi debitoria è infondato. La tensione potrebbe tornare a salire alla periferia. Forse, già nella prima metà dell'anno”. Giada Giani, economista di Citigroup per l'Europa è convinta che la via d'uscita dalla trappola dei debiti pubblici e privati sia ancora lunga. A causa di una recessione più severa di quanto molte altre analisi dicano.

Domanda. Dunque la ripresa non inizierà a fine 2013, come sostiene Bankitalia.
Risposta. Secondo noi, no. Italia e Spagna saranno in recessione anche l'anno prossimo. Madrid si trova in una situazione peggiore. Deve fare i conti con un doloroso processo di riduzione della leva finanziaria nel settore privato, che durerà almeno altri 24 mesi. Inoltre, per la Spagna gli sforzi in termini di aggiustamento dei conti saranno più intensi quest’anno rispetto al 2012.

D. Per l'Italia, invece, l’austerity dovrebbe essere meno opprimente nel 2013. Non è così? 
R. In teoria sì [...]

Scommettiamo sulle promozioni?

Dal Mondo dell'8 febbraio 2013, n°6, pag. 32-3

In un mondo ingolfato dal debito pubblico il declassamento degli Stati sovrani non fa più notizia (o quasi). Vale la pena tenere d’occhio, semmai, i Paesi che marciano controcorrente, verso un possibile upgrade. Soprattutto quando la futura promozione, pre-annunciata da un giudizio di outlook positivo, è verso l'investment grade. Un rating di buona qualità, affiancato a condizioni di sufficiente liquidità, può determinare l'ammissione di un Paese in uno dei principali benchmark globali. Aprendo i rubinetti degli investitori verso nuove opportunità. La mappa dei candidati ad un possibile upgrade da parte di una tre maggiori agenzie include 17 Paesi (vedi tabella). “Se si escludono Suriname, Mozambico e Seycelles, gli altri sono investibili, almeno sulla carta”, precisa Laura Tardino, market strategist di Bnp Paribas Ip. Tuttavia, per la scarsa liquidità o la presenza di barriere all'entrata, solo un'esigua minoranza di questi può entrare effettivamente nei portafogli degli investitori. [...]