venerdì 22 marzo 2013

Ombre cinesi sullo sviluppo

Dal Mondo del 15 marzo 2013, pag. 36-7

La Cina ha un nuovo zar. Appena incoronato alla presidenza del colosso asiatico, già da quattro mesi alla guida di esercito e partito comunista. E con una delicatissima missione da compiere, che pare scritta nella sua storia personale: figlio di un ex vice-premier riformista, padre di una studentessa iscritta ad Harvard, Xi Jinping è chiamato a raccogliere e valorizzare le migliori istanze progressiste dell'ultimo decennio, per incanalarle verso un sentiero di modernità sostenibile. Ma di pari passo con l’esplosione dei consumi interni, il Paese rischia di sgretolarsi sotto il peso delle sue stesse contraddizioni: l'aumento delle diseguaglianze, la corruzione dilagante, lo sfregio sistematico dell'ambiente, la domanda di libertà fondamentali ancora negate in molti campi della vita politica, economica e sociale. In ogni caso, l'uomo che sarà al timone della seconda potenza mondiale per un intero decennio, condizionerà inevitabilmente le sorti dei mercati. Non solo in Asia. “C'è un po' di nervosismo”, avverte Marteen-Jan Bakkum, senior strategist di Ing im per i mercati emergenti. “Gli investitori non sanno cosa aspettarsi dalla nuova leadership e preferiscono temporeggiare, convinti che sia troppo presto per tornare a comprare azioni cinesi”. La maggior sfida per il leader della Repubblica popolare cinese è trasformare un Paese drogato dagli investimenti nelle grandi infrastrutture e dipendente dall'export in un'economia trainata dai consumi. Negli ultimi 10 anni, il [...]