venerdì 26 luglio 2013

Portafogli a prova d'estate

Dal Mondo del 19 luglio 2013, n°29, apg. 34-5

Portafogli per partenze intelligenti. Dopo la correzione di maggio e giugno, le vicende portoghesi, il downgrade di Roma da parte di Standard&Poor's, lo scricchiolio della maggioranza di governo in Italia, sui mercati sembra essere tornata una relativa calma, grazie soprattutto alle rassicurazioni di Bernanke e Draghi sulla traiettoria delle politiche monetarie. Ma i mesi estivi possono essere molti insidiosi. Come purtroppo ricordano i risparmiatori rimasti scottati dall'improvvisa recrudescenza della crisi debitoria, per l'esplosione del focolaio italiano, tra luglio e agosto del 2011. Meglio quindi mettere subito in sicurezza i propri investimenti. Puntellando le protezioni contro eventuali picchi di volatilità. Senza però rinunciare a posizionarsi lì dove la correzione ha reso i prezzi più interessanti. Il Mondo ha chiesto a tre esperti di confezionare altrettanti portafogli a prova d'estate. Da tenere blindati fino a settembre, quando le imminenti elezioni tedesche potrebbero aprire nuovi scenari.

High yield e Giappone Sono due le scommesse chiave attorno a cui ruotano le scelte di Marco Vailati, responsabile ricerca e investimenti di Cassa Lombarda, per un ipotetico cliente private con una disponibilità di 600mila euro [...]

Adesso il replicante moltiplica i panieri

Dal Mondo del 19 luglio 2013, n°29 pag. 37

Gli exchange traded fund (etf) sono spesso accusati di alimentare la volatilità sui mercati. Ma a volte questi strumenti del risparmio a gestione passiva che replicano indici e panieri vengono chiamati in causa a sproposito. E forse qualcuno ne sovrastima la capacità di condizionare l’andamento dei prezzi. Si prenda, ad esempio, la recente correzione dell’universo obbligazionario, che ha penalizzato i bond emergenti più di altri. “I deflussi non hanno risparmiato il mondo degli etf, ma non bisogna dimenticare che questa industria è ancora molto sbilanciata a favore dei mercati azionari, in termini di asset investiti, nonostante la crescita registrata negli ultimi anni tra i prodotti obbligazionari”, spiega Scott Ebner, global head of product development di State Street global advisor. In valore assoluto, del resto, gli exchange traded fund rappresentano ancora una fetta minoritaria degli asset in gestione, a livello globale: il 10% negli Stati Uniti, calcola Ebner, il 3% in Europa. È vero, semmai, che molti scambi tendono a essere focalizzati su un gruppo ristretto di panieri. Basti pensare che in Europa i 10 benchmark più replicati valgono da soli un terzo degli assets complessivi. “Rispetto a cinque anni fa, tuttavia [...]