venerdì 9 agosto 2013

Depositi blindati

Dal Mondo del 9 agosto 2013, n°31, pag. 32-3

Conti di deposito ristretti. Da un lato, le famiglie che fanno più fatica a risparmiare, dall'altro la liquidità rende meno. Molto meno. Tre mesi fa, i depositi fruttavano in media il 3% senza vincoli. Oggi si guadagna la metà. Ma se è vero che i tassi si sono rimpiccioliti, non significa che questo strumento sia divenuto meno attraente rispetto, ad esempio, all'inflazione o ad altri prodotti con analoga funzionedi parcheggio. Senza dimenticare che, alle migliori condizioni di mercato, sul deposito libero si può ottenere fino al 3,25% lordo (2,6% netto), seebbene solo per due mesi. Il rendimento sale al 3,5% per chi è disposto a blindare il conto per un anno. Ma occorre chiedersi perché i rendimenti si sono fatti così magri, se possono scendere ancora e quali sono le alternative.

Tutti al traino del Bot Anzitutto, se i tassi sono calati non è perché le banche riescono a fare raccolta a costi più bassi attraverso canali differenti. “Il mercato dei prestiti interbancarii senza garanzie è ancora sostanzialmente inesistente, non dà segni di vita”, premette Giovanni Bossi, amministratore delegato di Banca Ifis. Alcuni istitui di credito italiani, negli ultimi mesi, hanno emesso nuove obbligazioni. Ma anche in questi casi, spiega l'ad, rimane la necessità di fare funding rivolgendosi ai correntisti. Oltretutto, l'Euribor, il parametro che dovrebbe esprime il costo dei presiti a breve termine tra istituti di credito, non è più un indicatore attendibile: il tasso d'interesse al quale le banche si finanziano tra loro è, infatti, molto più alto. Ovviamente le differenze variano molto tra banca e banca. E si riflettono nelle condizioni proposte ai clienti. "Alcuni istituti [...]"