venerdì 1 novembre 2013

La terza cura di Draghi

Dal Mondo del 25 ottobre 2013, n° 41, pag. 40-1

Gli analisti la ritengono inevitabile. Le banche della periferia non possono farne a meno. E molti operatori sono convinti che alla fine Mario Draghi calerà l’asso. Una nuova iniezione di liquidità, forse nella forma di una terza Ltro (Long term refinancing operation), capace di ridare fiato al sistema bancario europeo in vista di due appuntamenti decisivi e ormai prossimi: la revisione degli attivi bancari e gli stess test dell’Eba. Presto dunque, la Banca centrale europea potrebbe rubare la scena alla Federal Reserve. Con il governatore Draghi chiamato ancora una volta a respingere i possibili attacchi anti-euro, ripristinando la fiducia verso la tenuta del Vecchio continente. Molti investitori ricordano l’effetto distensivo prodotto dall’annuncio della prima Ltro, nel dicembre del 2011, su azioni europee e Btp. Con il Dax 30 e le banche della zona euro in grado di guadagnare oltre il 20% in soli tre mesi, doppiando l’Msci world. Una terza iniezione di liquidità avrebbe un impatto analogo? Come e quando conviene posizionarsi per trarne beneficio? Molto dipende dalle tempistiche della Bce. Il segnale di allerta riguarda in particolare la liquidità in eccesso del sistema bancario dell’Eurozona, attualmente pari a 207 miliardi di euro. Un soffio oltre la soglia critica dei 200 miliardi che, a detta dello stesso Draghi, potrebbe iniziare a spingere in alto i tassi sul mercato monetario, complicando la vita a molti istituti di credito. “La pressione è stata in parte alleviata dalla decisione della Fed di posticipare il tapering (riduzione dello stimolo monetario ndr)”, spiega Pierre Olivier Beffy, capo economista di Exane Bnp paribas, “ma potrebbe tornare verso fine anno, dato che le banche si preparano a restituire i fondi dei due precedenti Ltro”. Intanto, a settembre l’inflazione è scesa all’1,1% dall’1,3% di agosto. E all’orizzonte c’è l’Asset quality review, l’esame sulla qualità degli attivi bancari da parte della Bce. [...]

L'uomo del freeddo ha i conti in caldo

Dal Mondo del 25 ottobre 2013, n° 41, pag. 65

Di ritorno dall’ultimo viaggio negli Emirati Arabi, l’amministratore delegato del Gruppo Zanotti, Walter Maiocchi, stringeva un contratto da 20 milioni di dollari. Tanto vale la commessa appena vinta dalla società di Pegognaga (Mantova) con la Emirates Airlines contro i colossi tedeschi di Gea Group e gli americani di Carrier. All’aeroporto di Dubai, la Zanotti Spa realizzerà i frigoriferi per il servizio catering destinato agli Airbus A380. Ma nelle mire della società mantovane, specializzata nella produzione di macchine per la refrigerazione e conservazione agroalimentare, non c’è solo il business degli aeroporti in Medioriente. Un nuovo impianto, ad esempio, sta per essere consegnato a un gigante della macelleria russa nella città di Penza, 709 km a sudest di Mosca. Altri due sono in fase di realizzazione in Mauritania. “Lavoriamo su tutta la catena del freddo per l’industria alimentare, dalle macchine piccole ai supermercati, compreso il settore del trasporto refrigerato. Questa diversificazione ci ha permesso di continuare a crescere, nonostante l’andamento a singhiozzo dell’economia globale”, racconta Maiocchi. Dal 2008 il fatturato è cresciuto del 41% fino ai 106 milioni di euro realizzati nel 2012. Se la tendenza dei primi 9 mesi dell'anno fosse confermata, anche il 2013 si chiuderà con ricavi in espansione, a quota più 8%. Come molte società passate indenni attraverso la lunga recessione in Italia, anche l’azienda mantovana è molto esposta ai mercati esteri: l'export vale il 90% del fatturato e di questo la metà resta nel Vecchio Continente. Un altro 30% è suddiviso tra [...]