giovedì 21 novembre 2013

Svolte - La lezione inglese: ora i fondi costano la metà

Da CorrierEconomia del 18 novembre 2013, pag 29

I fondi comuni potrebbero costare la metà. Lo dimostra quanto successo nel Regno Unito con l'introduzione della Rdr (Retail distribution review): a distanza di 10 mesi dall'entrata in vigore della norma che ha ridisegnato l'industria del risparmio gestito inglese, vietando alle reti distributive di essere remunerate dalle società prodotto, le commissioni di gestione si sono dimezzate. A beneficio della trasparenza e della qualità del servizio di consulenza, prima viziato da un legame promiscuo con le case d'investimento, che incoraggiava le reti a spingere i prodotti più cari.

Similitudini Un fenomeno diffuso anche nel panorama italiano, dove il ruolo delle strutture bancarie nel collocamento dei prodotti è preponderante. Vale la pena ricordare che i fondi comuni incorporano i costi di distribuzione all'interno delle commissioni di gestione, come avveniva nel Regno Unito prima della Rdr. «Questa componente, che vale in media la metà delle fee di gestione e può arrivare fino all'80%, viene retrocessa ai canali distributivi, reti bancarie o promotori», spiega Simone Calamai, alla guida di Fundstore. Se fosse scorporata, lasciando al risparmiatore la facoltà di scegliere se e da chi ricevere la consulenza, come accade oggi in Inghilterra, i costi effettivi legati alla pura attività di gestione dei fondi, sarebbero, dunque, molto più contenuti.Purtroppo in Italia norme come la Rdr non sono neppure oggetto di discussione. E i tentativi di riformare il sistema sono affidati alla libera iniziativa degli operatori. Con alcune sorprese incoraggianti.

Fai da te Una premessa è d'obbligo. La direttiva Mifid offre ai risparmiatori la possibilità di scegliere se acquistare fondi comuni in modalità «fai da te» (execution only), senza consulenza e quindi a costi ridotti; oppure pagando per il servizio offerto dai collocatori. Un'opportunità rimasta per anni lettera morta. Almeno fino allo scorso maggio, quando AcomeA sgr ha messo a disposizione dei propri clienti due classi per ciascun fondo: la full service, destinata a chi è disposto a pagare il prezzo pieno per avere accesso alla consulenza; o la self service, per i risparmiatori che non ne hanno bisogno e vogliono spendere meno, limitandosi a trasmettere un semplice ordine di acquisto. La differenza è sostanziale. Per il fondo azionario globale della casa, ad esempio, la commissione di gestione è dell'1% contro il 2,25% della fee prevista per il servizio tradizionale. Senza costi di entrata e uscita. Circa mille clienti hanno [...] leggi tutto