lunedì 25 novembre 2013

Cosa riserverà la Cina

Da Milano Finanza del 23 novembre 2013, pag. 45

Il tapering? “Non credo che la Fed ridurrà lo stimolo monetario. Almeno non nel prossimo futuro”. Il debito dei mercati emergenti? “Rimane una classe di attivo sopravvalutata: i rendimenti sono troppo bassi”. Giudizi tranchant, di quelli che non ti aspetti dal responsabile debito emergente di una delle maggiori case d'investimento internazionali. Ma Geoff Blanning, head of emerging market debt di Schorders sembra avere le idee chiare sui destini dei Paesi in via di sviluppo.

Domanda. Quasi tutti gli analisti ritengono che i fondamentali degli emergenti siano mediamente solidi. Non è così? 
Risposta. No, molti mercati non godono affatto di buona salute. Noi attribuiamo a ciascun Paese un punteggio che esprime in modo sintetico il livello di rischio e dipende da sei fattori, tra cui dinamiche di crescita e ciclo creditizio. Il momento perfetto per investire su questi mercati era 10 anni fa. Dal 2007 in poi, i fondamentali hanno iniziato a deteriorarsi e oggi, nella media, i Paesi emergenti hanno uno score basso, prossimo a quello evidenziato alla vigilia della crisi asiatica del '97.

D. Alcune valute hanno già subito perdite a doppia cifra. Il deprezzamento è destinato a proseguire? 
R. Dipende da caso a caso. La rupia indiana potrebbe avere [...] Leggi tutto

Attesa per la denuncia volontaria dei capitali all'estero

Da Milano Finanza del 23 novembre 2013, pag. 32

Mancano ancora alcuni chiarimenti interpretattivi da parte del legislatore italiano. E resta, soprattutto, il nodo delle eventuali conseguenze penali per i contribuenti che percorreranno la strada dell' auto-denuncia. Ma gli operatori intervenuti in occasione della tavola rotonda organizzata a Milano da Farad International lo scorso martedì 12 novembre, scommettono che la voluntary disclosure, la procedura di regolarizzazione volontaria dei capitali detenuti all'estero promossa dall'Ocse e rilanciata da una recente circolare dell'Agenzia delle Entrate, avrà molte adesioni. Questo per lo meno sembrano suggerire i risultati di iniziative analoghe avviate di recente in Paesi considerati virtuosi: "Tra gennaio e luglio il Belgio ha registrato 17 mila operazioni. Sono 4 mila in Francia per il periodo luglio-ottobre 2013", ricorda Simone Viligiardi di Deloitte Italia. Due fattori dovrebbero favorire il successo della voluntary disclosure. Da un lato la Legge Europea 2013, entrata in vigore lo scorso 5 settembre, ha prodotto una revisione al ribasso delle sanzioni [...]