venerdì 27 dicembre 2013

Emergenti - Riscossa rimandata

Da CorrierEconomia del 23 dicembre 2013, pag. 27

Con alcune eccezioni, il 2014 non sarà l'anno del riscatto per i mercati emergenti. Reduci da una pessima annata, con perdite oltre il 7% per l'indice di riferimento, i listini dei Paesi in via di sviluppo si sono dimostrati incapaci di agganciare lo sprint delle azioni globali (+18%), aggravando lo svantaggio accumulato nel corso degli ultimi tre anni. L'opinione prevalente, tra gli operatori, è che nei prossimi 12 mesi non ci sarà un'inversione di tendenza, con gli emergenti forse costretti a sottoperformare, ancora una volta, nonostante le note virtù in tema di crescita demografica, basso indebitamento e sviluppo travolgente della classe media: argomenti persuasivi, sulla carta, ma destinati ad apparire sterili senza un adeguato riscontro in termini di performance.

Contraddizioni Del resto, il 2013 è stato un anno particolarmente difficile, segnato dai timori per il rallentamento di molte economie non sviluppate e dall'impatto della querelle sulla riduzione dello stimolo monetario negli Stati Uniti, che avrà ufficialmente inizio a gennaio. «Molti dei mercati più penalizzati durante la correzione di maggio-luglio soffrivano di più o meno gravi squilibri nella bilancia dei pagamenti: per esempio Turchia, Brasile, India e Indonesia», ricorda Alex Homan, direttore degli investimenti azionari emergenti di Fidelity W.I, secondo cui il deficit di parte corrente resta un elemento di fragilità ma stemperato da valutazioni più attraenti, in materia di prezzi azionari e valute. Ora le stime di consenso sono per una crescita degli utili attorno al 10% nel 2014: un'ipotesi ragionevole, più facile da realizzare rispetto alle proiezioni troppo ottimistiche degli anni passati. «Tuttavia - precisa Luca Boffa, gestore azionario di Anima sgr - finché i profitti delle aziende emergenti non torneranno a crescere con vigore, a un ritmo di almeno il 15%, è difficile immaginare un'espansione dei multipli oltre i valori attuali». Come dire, è incauto scommettere su una sorpresa positiva dei mercati emergenti per il prossimo anno. Intanto, per Sandra Crowl, membro del comitato investimenti di Carmignac Gestion, «nonostante il giro di boa della politica monetaria negli Usa sia già apparentemente scontato nei prezzi, conviene privilegiare i Paesi meno sensibili al tema della liquidità».

Aree Crowl ne identifica tre: per ragioni di prossimità geografica, il Messico dovrebbe essere tra i primi beneficiari di un consolidamento della ripresa americana. «La riforma del settore energetico alimenterà l'afflusso di capitali privati e l'aumento di competitività delle aziende locali. Ci piacciono in particolare i settori petrolchimico, finanziario e immobiliare». In Asia, Boffa dichiara una preferenza per Cina, Corea e Taiwan: il gestore si dice attratto in particolare dalle riforme annunciate dalla nuova leadership cinese in tema di deregolamentazione, lotta alla corruzione [...] Leggi tutto

Incursioni a briglie strette

Dal Mondo del 20 dicembre 2013, n°49, pag. 37-8

Al trotto nel Vecchio Continente. Per i prossimi 12 mesi, il reddito fisso europeo non lascia intravedere prospettive di rally galoppanti e sembra, al tempo stesso, al riparo da crolli improvvisi e violenti: acquista, così, il sapore rassicurante di una verosimile (relativa) stabilità. Che dovrebbe consolidare i flussi migratori degli investitori internazionali verso l'Europa, alimentando l'interesse, in particolare, per la periferia. Gestori e analisti suggeriscono, inoltre, un'incursione tra le obbligazioni high yield, con una preferenza per il club degli angeli caduti: emissioni precipitate dal paradiso investment grade alla schiera dei titoli speculativi.

Spread in discesa “Come nel 2013, la periferia avrà una posizione dominante nei portafogli, almeno per la prima parte del 2014”. Nicola Trivelli, direttore generale e ad di Sella Gestioni è fiducioso sulle prospettive del debito italiano e spagnolo, favoriti rispetto agli altri Piigs, anche per ragioni di maggiore liquidità. Nel caso dell'Italia, Trivelli è convinto che lo spread, il differenziale di rendimento tra il Btp decennale e il corrispettivo Bund tedesco, possa restringersi fino ai 175-150 punti base, ritenuto un possibile valore di equilibrio; nell'ipotesi (da verificare) che il rendimento dei governativi tedeschi resti immobile attorno all'1,8%, equivarrebbe a un guadagno in conto capitale tra il 4,5 e il 6,5%, più le cedole. C'è chi, a parità di rendimento, nel 2014 tenderà a privilegiare la Spagna: “Il divario di competitività tra Roma e Madrid sembra allargarsi: ogni volta che i Bonos supereranno il Btp, sposteremo il baricentro verso la penisola iberica”, dichiara Jacopo Ceccatelli, ceo di Jci capital ltd. Nella periferia, le preferenze della società di consulenza si concentrano sulle scadenze lunghe, tra 10 e 15 anni: ancora una volta, però, sarà la Banca Centrale europea, più di ogni altri fattore, a condizionare le performance di queste emissioni. Negli ultimi mesi, infatti, sono cresciute le attese per l'annuncio di nuove misure non convenzionali. Molti osservatori ritengono che nel primo trimestre del 2014 Draghi possa calare l'asso di una nuova operazione [...]

Atterraggio morbido cadendo dalla curva

Dal Mondo del 20 dicembre 2013, n°49, pag. 41-2

Come si doma il mercato orso obbligazionario che continua a rugliare dagli Stati Uniti? I dati rassicuranti di inizio dicembre sull'occupazione americana sembrano confermare che il tapering, la riduzione dello stimolo monetario da parte della Federal Reserve, verrà avviato nel primo trimestre del nuovo anno o, al più tardi, entro metà 2014. Sarà, dicono gli esperti, un percorso morbido. Perché gli investitori, disarcionati tra maggio e settembre da una curva dei tassi imbizzarrita, hanno già assorbito l'onda d'urto della inevitabile svolta in tema di politica monetaria. E in ogni caso, occorre ricordarlo, la banca centrale continuerà a somministrare nuova liquidità, solo con un dosaggio un po' più leggero rispetto agli attuali 85 miliardi di dollari immessi nel sistema finanziario ogni mese. “Nel 2014 mi aspetto che i rendimenti sul decennale salgano di circa 40 punti base, verso il 3,25%”, ipotizza Simone Facchinato, responsabile investimenti di Amundi sgr. Euromobiliare am sgr prevede tassi un po' più alti, al 3,25% nel primo trimestre e in area 3,50% a metà anno, nella convinzione che, spiega Ilaria Fornari, responsabile ufficio studi e strategie della società di gestione, “il miglioramento dei numeri sul lavoro sia destinato a proseguire al ritmo osservato nell'ultimo trimestre”. Il rischio però è che l'economia continui a crescere a un passo del 2,5-3%, senza mostrare cedimenti. “A quel punto sarebbe difficile per il neo presidente della Fed, Janet Yellen, convincere gli investitori che i tempi della risalita dei tassi saranno estremamente lunghi. Il mercato si potrebbe spaventare”. Quando si parla di normalizzazione della politica monetaria, del resto, l'espressione più utilizzata dagli operatori angolsassoni è “unchartered territory”: siamo in un territorio inesplorato. L'ipotesi più probabile, comunque, è che i tassi di riferimento rimangano estremamente bassi fino al 2016, per consentire alla ripresa di consolidarsi. La curva rimarrà ripida e tenderà [...]