venerdì 28 febbraio 2014

In pista per consulenze formato 2.0

Da CorrierEconomia del 24 febbraio 2014, pag. 32

Non è ancora l'addio ai palazzi austeri e lucidi che ospitano gli uffici dei banker. E forse quel momento non arriverà mai. Ma anche le private bank italiane devono cambiare. Entrare in modalità 2.0, per incontrare una clientela sempre più avvezza all'uso delle nuove tecnologie. Secondo un'indagine dell'Aipb, l'associazione di categoria, oggi il 91% dei clienti private usa il personal computer e di questo l'87% per svolgere attività che ruotano attorno alla finanza. Su 100 intervistati, 59 hanno uno smartphone, 39 un tablet e circa i due terzi di coloro che utilizzano un dispositivo mobile se ne serve per accedere a servizi finanziari di vario genere. Ciò non significa che il canale “fisico” stia diventando marginale. In media, infatti, i clienti hanno un contatto diretto con il proprio referente 14 volte l'anno e nell' 84% dei casi lo incontrano presso gli uffici della banca, solo saltuariamente in ufficio (17%) e al proprio domicilio (10%). Sempre più spesso, tuttavia, il tecno-cliente cerca di sviluppare la relazione con il banker attraverso un mix di strumenti e occasioni differenti. Come rispondono le private bank italiane al crescente bisogno di high tech? La maggior parte degli operatori dispone ancora di piattaforme basilari per l'internet banking, con funzioni prevalentemente informative. Dall'indagine dell'Aipb si evince, però, che già oggi 15 operatori hanno arricchito il proprio home banking con servizi di reportistica avanzata per il portafoglio e funzioni dispositive di trading on line tradizionale. Le previsioni indicano che nel 2015 solo due private bank [...]

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