martedì 22 aprile 2014

Fois (Barclays): fiducia sull'Italia

Da Milano Finanza del 18 aprile 2014, pag. 42

Un segnale di fiducia. Un'apertura di credito sull'Italia. E sul Primo Ministro Matteo Renzi, che dispone «del capitale politico e della volontà di esercitare pressione affinché vengano attuate le misure necessarie per aumentare la crescita potenziale italiana e creare [...] Leggi tutto

martedì 15 aprile 2014

Scenari - L'Europa va di moda
Prezzi buoni e capitali in arrivo

Da CorrierEconomia del 14 aprile 2014, pag. 27
Vietato far deragliare i mercati dai binari della fiducia. Stati Uniti, Europa e Giappone stanno attraversando fasi molto diverse del ciclo economico e monetario. Le priorità dei maggiori banchieri centrali, però, sembrano convergere a tratti in una stessa direzione: «L'obiettivo comune è non spaventare gli investitori, impedire che il sentiment positivo si dissolva in un momento così delicato», spiega Olivia Mayell, responsabile del team client portfolio management per il gruppo Global Multi-Asset di Jp Morgan am.«Nel breve termine, la probabilità che le banche centrali riagguantino la leva degli interventi restrittivi è pari a zero, ma le valorizzazioni poco attraenti del reddito fisso rendono necessario assumere maggiori rischi, almeno se si vuole accedere a ritorni potenzialmente interessanti», spiega Mayell. Le preferenze del gestore vanno alle azioni dei Paesi sviluppati: in particolare, tatticamente, il team dedicato ai fondi multi-asset ha consolidato di recente le posizioni sull'Europa: le valutazioni sono ancora appetibili e rimane spazio per un ulteriore afflusso d'investitori, rimasti indietro nel ribilanciare il sottopeso sul Vecchio Continente. 

Esempi «Le azioni ad alto dividendo europee rappresentano, ad esempio, un buona opzione, il listino americano offre ampie opportunità di diversificazione». Mayell si dichiara meno fiduciosa, invece, sul Giappone: molti operatori [...] Leggi tutto

Banker - Cosi le boutique fanno gioco di squadra

Da CorrierEconomia del 14 aprile 2014, pag. 30

C'è spazio per tutti nel mercato dei grandi patrimoni. Secondo stime dell'Aipb, l'associazione italiana degli operatori di private banking, questi gestiscono nel complesso 438 miliardi di euro, pari a metà della ricchezza che potrebbe avere accesso ai servizi dedicati ai clienti di fascia alta. Altri 80 miliardi sono catturati dalle reti di promozione finanziaria e 385 restano tra le maglie dei servizi retail. Nella lotta per la conquista del mercato non servito, ogni private bank propone una sua ricetta. E del resto, i modelli di business e le strutture operative delle singole banche hanno caratteristiche differenti. Nel complesso, la rete commerciale Private si compone di dipendenti per il 72,5%, promotori con contratto di agenzia per il 19,4%, più un 8,1% di manager di filiale.

Foto Ma la fotografia scattata dall'Aipb non permette di cogliere i dettagli di una galassia dove convivono private bank composte esclusivamente da dipendenti, reti di soli promotori e strutture miste. Anche le strategie di sviluppo divergono in modo sostanziale: il 48% degli operatori private dichiara di voler aumentare solo il numero di banker dipendenti nei prossimi due anni, il 4% progetta di espandere esclusivamente la rete di promotori, il 32% pianifica una crescita su entrambi i fronti. Ecco come si stanno muovendo alcuni dei principali operatori private in Italia.

Modelli Reclutare100 banker nei prossimi tre o quattro anni. Tutti futuri dipendenti di banca. È l'obiettivo dichiarato da Lorenzo Agresti, responsabile in Italia del network di private banking di Unicredit, una struttura che oggi conta 800 professionisti, con portafogli che variano dai 50 e i 250 milioni di euro, per una media di 80 famiglie ciascuno. <<Una realtà composta da soli dipendenti agevola il lavoro di squadra. Finché si tratta di pianificare una buona asset allocation, il singolo professionista, se adeguatamente supportato dalla private bank, è in grado di erogare un buon servizio. Ma nessun banker è tuttologo>>. Il Private Banking di Credem [...] 

mercoledì 9 aprile 2014

Soldi - puntata del 4 aprile 2014

Tra i temi affrontati negli studi di 7Gold con Cosimo Pastore e Erica del Bianco, i settori che potrebbero alimentare il rally di Piazza Affari nei prossimi mesi, le potenzialità di riscatto per le Borse dei Paesi emergenti nel 2014, le opportunità d'investimento nel mercato azionario americano e lo stato di salute delle obbligazioni high yield. 

Guarda la puntata di Soldi andata in onda venerdì 4 aprile su  7Gold.

Per vedere le puntate di Soldi a cui ho partecipato su 7Gold e Odeon TV:
- Puntata del 4 aprile 2014
- Puntata del 28 febbraio 2014
- Puntata del 6 dicembre 2013
- Puntata del 25 ottobre 2013

martedì 8 aprile 2014

Bond da puntellare

Da Milano Finanza del 5 aprile 2014, pag. 42

Dopo l'apparente scatto in avanti del presidente della Fed Janet Yellen, con il riferimento a un possibile rialzo dei tassi a metà 2015, i timori degli investitori per una svolta più vicina in tema di politica monetaria sembrano essere rientrati. La lettura degli ultimi indici Pmi dei [...] Leggi tutto

giovedì 3 aprile 2014

Tassi a breve, sfida al rialzo

Da CorrierEconomia del 31 marzo 2014

Troppa calma apparente sul fronte obbligazionario. Abbassare la guardia adesso può diventare pericoloso. <<Nei prossimi trimestri occorre molta cautela>>, avvertono Tanguy Le Saout e Cosimo Marasciulo, rispettivamente capo obbligazionario per l'Europea e responsabile titoli governativi euro di Pioneer Investments, premiata come migliore società obbligazionaria large agli ultimi Morningstar Awards. <<Il rischio liquidità non è minimamente paragonabile alla situazione di pochi anni fa. Per ragioni regolamentari, le banche d'investimento sono state costrette a comprimere i propri bilanci, rinunciando al ruolo di “cuscinetto” nell'incontro tra domanda e offerta. Con conseguenze facili da immaginare soprattutto nelle fasi di stress>>.

Come si gestisce l'aumento del rischio liquidità? 
<<Mantenendo una posizione di extra-cash in portafoglio. Proteggendolo adeguatamente tramite strumenti derivati. E privilegiando i titoli più liquidi nella scelta di ogni posizione>>.

Janet Yellen ha detto che i tassi di riferimento americani potrebbero salire già sei mesi dopo la fine del quantitative easing (allentamento monetario). Il mercato non sembra averle creduto. È così?
<<Gli operatori appaiono scettici, ma noi crediamo che nei prossimi mesi assisteremo a un significativo appiattimento della curva, attraverso un sollevamento della parte breve, attorno ai due anni, che sarà la più penalizzata. In generale, comunque, la curva americana appare decisamente poco attraente>>. [...]

Start-up - 11 innovatori in cerca di risorse

Da CorrierEconomia del 31 marzo 2014

Giovani imprese biotech a caccia di capitali. Ricerca e investitori s'incontrano i prossimi 2 e 3 aprile nella prestigiosa cornice di Palazzo Besana a Milano, per la settima edizione del BioinItaly Investment Forum, evento ideato da Assobiotec insieme a Innovhub-SSI (il braccio della Camera di Commercio di Milano dedicato all'innovazione), dal 2010 gemellato con l'Intesa Sanpaolo Start-Up Iniziative. Obiettivo: unire gli sforzi per mettere in contatto il meglio del nascente biotech italiano (e non solo) con potenziali finanziatori di tutto il mondo. Le passate edizioni hanno fruttato un bottino di 9 accordi, tra i quali spicca il caso di Eos (Ethical Oncology Science): giovane impresa ai tempi della partecipazione nel 2009 al BioinItaly Investment Forum, venduta quattro anni dopo, nel novembre 2013, a Clovis Oncology, società quotata al Nasdaq, per 480 milioni di dollari (di cui 10 milioni in contanti, 190 in azioni e altri 220 milioni collegati ai risultati futuri del prodotto antitumorale sviluppato da Eos). Un caso di successo esemplare cui si ispirano idealmente anche i partecipanti di quest'anno: 11 aziende, selezionate tra una rosa iniziale di 22 candidati, per la maggior parte start-up, da una commissione di esperti presieduta da Germano Carganico, direttore generale di Molmed e composta da altri 7 membri:  [...]