venerdì 30 maggio 2014

Madrid - Tanta voglia di un'altra corrida

Da CorrierEconomia del 26 maggio 2014, pag. 21
 
Madrid non ha granché da festeggiare dopo quindici anni di valuta unica. Il listino ha guadagnato poco più del 5%. E non stupisce che i titoli più castigati della Piazza spagnola in quest'orizzonte, siano banche o costruttori, falcidiati dalla bolla immobiliare e dalla successiva crisi dei debiti. Nello stesso periodo, comunque, ci sono nomi come Viscofan (packaging) e Obrascon Huarte (ingegneria civile) che hanno triplicato il proprio valore in Borsa. Ma nonostante i 30 punti percentuali recuperati nell'ultimo anno, la Bolsa de Madrid resta ancora indietro rispetto alle maggiori piazze europee, come Germania, Francia e Regno Unito. “La sottoperformance rispetto al Dax è incredibile e non ci sono ragioni per le quali questo distacco debba restare invariato. L'Ibex ha spazio per una prosecuzione del rally”, assicura Carlos Andrés, chief investment officer di March Gestión, convinto che i flussi di ritorno degli investitori fuggiti all'apice della crisi debitoria siano destinati a farsi più copiosi. “Persino in alcuni segmenti del settore immobiliare – spiega – si assiste ad un ritorno di appetito da parte dei mercati”. Intanto l'economia della pensiola iberica guadagna competitività. Anche rispetto all'Italia. “Diversi fattori potrebbero stimolare un ulteriore aumento d’interesse da parte degli investitori: grazie alla riforma del lavoro, ad esempio, il costo medio orario della manodopera spagnola è sceso a due terzi di quello francese”, ricorda Firmino Morgado, gestore del fondo FF Iberia di Fidelity. Senza dimenticare il virtuoso ribilanciamento dell'economia a favore dell'export: quello destinato ai Paesi extra-Ue, in particolare, ha registrato una vera impennata, ma anche il dato complessivo, superiore del 20% ai massimi del 2008, fa ben sperare: “Un dato che segna una tappa fondamentale nel processo di ripristino della fiducia [...]

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