mercoledì 25 giugno 2014

Patrimonio La sobrietà è la nuova parola d'ordine

Da CorrierEconomia del 23 giugno 2014, pag. 43

Ripartire da un'idea di recupero e gestione virtuosa dall'esistente, in un contesto di mercato dove trovano ancora poco spazio grandi opere o archistar. E bisogna soprattutto ridisegnare, ricostruire, riqualificare. È lo spirito con cui va in scena dal 24 al 26 giugno l'Eire, Expo Italia Real Estate 2014, dedicata quest'anno al tema della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Alcuni dei progetti più interessanti li trovate nelle schede qui a fianco.
Opportunità Un'occasione irripetibile per contribuire a rimettere in moto il Paese. Una strada finora poco battuta, ma destinata a diventare, sempre più, una via obbligata. «Anche nella pubblica amministrazione, dal governo ai sindaci di alcune città, si inizia a comprendere che il tessuto delle infrastrutture non è fatto solo di strade o ponti, ma anche di un vasto patrimonio immobiliare. Su cui occorre rimettere mano, a cominciare dalle scuole», ha commentato Aldo Mazzocco, presidente di Assoimmobiliare e amministratore delegato di Beni Stabili. Il mercato sembra essersi stabilizzato. I prezzi hanno smesso di scendere. E, del resto, rispetto alla situazione pre-crisi lo scenario è cambiato radicalmente: nel 2008, ricorda Mazzocco, le banche erano troppo esposte al real estate. Avevano finanziato in molti casi progetti rischiosi. E i loro bilanci erano in fase di contrazione. «Ora l'eccessiva esposizione al mattone è stata in parte riassorbita e, dopo i recenti interventi della Bce, ci sono più risorse disponibili - spiega Mazzocco -. Inoltre si è tornati ad essere molto più selettivi nella scelta dei progetti da finanziare e questo è un fattore di futura solidità del settore. Da qui il mercato può finalmente ripartire».

Con una premessa, precisa il presidente di Assoimmobiliare: il mercato sembra andare più alla ricerca di rendimenti regolari e sostenibili nel tempo che di eclatanti guadagni a breve. È più simile alla logica rassicurante di un?obbligazione che al brivido di 15 giorni consecutivi di rialzi in Borsa. Un modo diverso di fare real estate rispetto al passato che richiede un cambio di mentalità.Prospettive«Accontentarsi dello spread tra resa dell?immobile e costi di gestione e di finanziamento non è forse eccitante come le operazioni di un tempo ma è quello che chiede il mercato», aggiunge Mazzocco. Intanto, arrivano segnali incoraggianti anche dagli operatori esteri. Da dicembre in poi, spiega Mazzocco, si è [...] Leggi tutto

lunedì 23 giugno 2014

Serve subito un tagliando di metà anno

Da Milano Finanza del 21 giugno 2014, pag 41

Urge un check-up di metà anno per i fondi alternativi. Tra metà marzo e metà maggio molte strategie long short equity hanno sofferto, a causa di una netta rotazione settoriale innescata dalla correzione su internet, telecom e media. Poi trasmessa per effetto contagio ai titoli [...] Leggi tutto

Ritorno agli emergenti

Da Milano Finanza del 21 giugno 2014, pag. 45

Prove di recupero sui bond emergenti. Il debito dei Paesi in via di sviluppo è stato il più penalizzato nel reddito fisso dopo la svolta annunciata dalla Federal Reserve, a maggio dello scorso anno, sul fronte Quantitative easing (Qe, allentamento monetario). Ma nelle ultime 6-8 [...] Leggi tutto

giovedì 12 giugno 2014

Ricerche - Famiglie & fondi: nuove prove di convivenza

Da CorrierEconomia del 9 giugno 2014, pag. 28

È ancora presto per parlare di una solida inversione di tendenza. Ma intanto, dopo il crollo del periodo 2002-2012, che ha visto uscire dall'industria dei fondi italiani oltre 4 milioni di investitori, l'emorragia sembra essersi arrestata. Secondo l'ultima indagine sui sottoscrittori di fondi comuni italiani realizzata da Assogestioni, infatti, il 2013 ha fatto registrare un incremento di oltre 200 mila unità, portando il dato complessivo a 5,6 milioni. I prossimi mesi diranno se si tratta di un vero e proprio giro di boa o se invece, per un ritorno più convinto degli acquisti bisognerà attendere. Nel frattempo, l'identikit dei sottoscrittori stilato dall'associazione di categoria offre molte conferme e alcune sorprese. Tra le prime, l'elevata concentrazione in alcune fasce di popolazione: da un lato, il 10% dei sottoscrittori più ricchi, pari a poco più di mezzo milione di individui, detiene il 51,3% del patrimonio complessivo. Dall'altro, il tasso di partecipazione all'industria dei fondi cresce con l'aumentare dell'età anagrafica: sale dal 5,6% per i soggetti tra i 26 e i 36 anni, al 15,8% per i 66-75enni e tende a ridursi dopo i 75 anni. «Un'ampia letteratura conferma questa tendenza: la partecipazione agli investimenti finanziari e in particolare ai mercati azionari accompagna il ciclo di vita degli investitori. Superata una certa soglia d'età, inizia una fase di decumulo», sottolinea Alessandro Rota, direttore dell'ufficio studi di Assogestioni. Vale la pena sottolineare come, negli ultimi 11 anni, la schiera dei sottoscrittori sia invecchiata molto più rapidamente della popolazione italiana nel complesso: osservando la variazione della distribuzione per classi di età, infatti, si nota che, tra il 2002 e il 2013, gli investitori di età compresa tra i 25 e i 36 anni sono diminuiti del 7,3%, mentre risultano sempre più rappresentate la casse d'età 66-75 anni (+3,3%) e quella degli ultra-75enni (+6,8%). La spiegazione è semplice e drammatica: negli ultimi anni, i giovani hanno pagato il conto più salato della crisi, come dimostra il dato record sulla disoccupazione del primo trimestre, salita al 46% tra i 15 e i 26 anni.

Primato al Nord Non sorprende [...] Leggi tutto

venerdì 6 giugno 2014

Deawm, Roma favorita in Europa

Da Milano Finanza del 31 maggio 2014, pag. 44

Archiviate le elezioni europee, c'è grande attesa per il prossimo consiglio direttivo della Bce. L'8 maggio, Mario Draghi ha accennato ancora una volta all'ipotesi di nuovi interventi di stimolo monetario, lasciando intendere che il momento propizio per calare l'asso avrebbe [...] Leggi tutto