martedì 29 luglio 2014

Campioni di resistenza

Da Milano Finanza del 26 luglio 2014, pag. 42

Dopo lo lunga emorragia innescata nel maggio 2013 da Ben Bernanke con l'annuncio del tapering (riduzione dello stimolo monetario), il debito emergente sembra essersi stabilizzato. Da circa due mesi, infatti, i flussi hanno invertito la rotta, tornando a lambire in particolare le emissioni [...] Leggi tutto

giovedì 24 luglio 2014

Tassi al giro di boa già entro l'anno
Attraenti gli high yield, ma state corti

Da CorrierEconomia del 21 luglio 2014, pag. 21

Vietato abbassare la guardia sul rischio tassi. Negli ultimi sei mesi, il calo dei rendimenti sui titoli del Tesoro americano ha colto di sorpresa gran parte degli operatori. Ma con l'approssimarsi della fine del programma di allentamento monetario targato Federal Reserve, subito dopo l'estate, gli investitori inizieranno a focalizzarsi sulla successiva tappa della normalizzazione monetaria, ovvero la risalita dei tassi di riferimento. In Inghilterra potrebbe accadere entro il 2014. Negli Usa alcuni mesi dopo. Il giro di boa, sempre più vicino, mette in pericolo molti segmenti dell'universo obbligazionario.Ciò che oggi fa meno paura nel reddito fisso, invece, è il rischio di credito. «Storicamente il tasso di fallimento nel settore high yield è attorno al 4%. Negli ultimi quattro anni è sceso sotto il 2% e ci aspettiamo che possa rimanere a questi livelli per almeno altri due anni», dichiara Dan Doyle, gestore del fondo Us short duration high yield per Neuberger Berman. Il dato riflette la vivace attività di rifinanziamento del debito osservata nell'ultimo lustro, all'interno dell'universo speculativo. Basti pensare che a questo settore è riconducibile il 57% dei titoli emessi lo scorso anno. Ecco perché nei prossimi 24 mesi solo 120 miliardi di dollari, tra prestiti e bond high yield, andranno a scadenza, pari ad un quarto delle nuove emissioni di un anno, e il 50% dei titoli americani di qualità inferiore all'investment grade verrà rimborsato solo dopo il 2020.«L'attuale ciclo creditizio durerà molto più del solito: otto-nove anni anziché i canonici tre-cinque. Siamo positivi sul rischio di credito, ragione per la quale sovrappesiamo le emissioni CCC e sottopesiamo i bond con rating BB o superiore», spiega Doyle. Non a caso, questi ultimi sono anche i più sensibili alla futura risalita dei tassi. Come trovare un compromesso virtuoso tra i due fattori di rischio, uno relativamente meno pressante in questa fase (credito), l'altro sempre più incombente (tassi)? Una delle possibili soluzione è quella dei bond high yield di breve durata: sono meno esposti al futuro cambio di rotta dei banchieri centrali e mostrano in media una volatilità inferiore del 27% rispetto all?universo high yield. Offrono però cedole meno generose. «Il rendimento [...] Leggi tutto

Uno scudo di bond convertibili per salire sull'ottovolante della volatilità

Da CorrierEconomia del 21 luglio 2014, pag. 21

Scommettere sulle azioni, accettando il rischio di salire sull'otto volante della volatilità. Oppure rimanere insabbiati in un reddito fisso divenuto ormai caro, a tratti carissimo, con rendimenti vicini ai minimi e prospettive di risalita dei tassi in avvicinamento nel Regno Unito e, a seguire, negli Stati Uniti? Uno dei classici dilemmi dell'investitore si può risolvere a metà strada, scegliendo i bond convertibili: una soluzione ibrida che offre un profilo di rischio asimmetrico, adatto a chi non è pronto per un posizionamento più aggressivo sui mercati azionari, ma vuole cominciare a ruotare il portafoglio verso le Borse, a caccia di migliori rendimenti.

Negli ultimi 20 anni, infatti, le convertibili hanno saputo catturare tre quarti dei guadagni realizzati dalle borse nelle fasi rialziste (77%), limitando al 66% la partecipazione alle perdite, durante i trend ribassisti. «Oggi nei portafogli di molti investitori c'è troppo reddito fisso, nonostante i rischi siano focalizzati proprio nell'universo obbligazionario», avverte Nathalia Barazal, responsabile convertible bond di Lombard Odier. Il giro di boa delle banche centrali inglese e americana sul fronte della politica monetaria si avvicina. E sebbene la necessità di un futuro aumento dei tassi sia nota quanto inevitabile, non vi è alcuna certezza su come reagiranno i mercati durante il cambio di rotta. Vale la pena ricordare che, storicamente, i bond convertibili hanno reso meglio di azioni e obbligazioni di fronte a un irrigidimento delle politiche monetarie. «Alcune analisi dimostrano che inserendo una componente di bond convertibili all'interno di un portafoglio bilanciato, si ottiene una performance più elevata, nel medio termine, riducendo nel contempo la volatilità», annota il gestore. In questa fase, Barazal privilegia i titoli che [...] Leggi tutto

lunedì 21 luglio 2014

Aspettando un euro debole

 Da Milano Finanza del 12 luglio 2014, pag. 42

Sono passate cinque settimane da quando il presidente della Bce, Mario Draghi, ha calato il suo poker d'assi, con l'obiettivo di traghettare la zona euro fuori dal rischio deflazione e dare supporto alla ripresa, ancora troppo fragile. La Bce potrà dare alle banche fino a 1.000 miliardi di [...] leggi tutto

sabato 19 luglio 2014

Cina, occasioni all'ombra del cigno nero

Da Milano Finanza del 5 luglio 2014, pag. 32

I timori di una bolla del credito cinese disturbano da molti mesi il sonno di alcuni economisti. Ma solo negli ultimi tempi i dati del settore immobiliare hanno permesso di delineare con più chiarezza le possibili dimensioni del fenomeno. Ad aprile, ad esempio, le nuove costruzioni sono [...] Leggi tutto

giovedì 17 luglio 2014

Fatturazione elettronica
Una rivoluzione (a metà)

Da CorrierEconomia del 14 luglio 2014, pag. 29

La fatturazione elettronica è una piccola rivoluzione, ma ancora incompiuta. E non solo perché l'obbligo di creazione, invio e conservazione del documento in formato digitale riguarda per adesso solo le aziende che hanno rapporti con una fetta, sebbene cospicua, della pubblica amministrazione, Ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza e assistenza sociale (sarà esteso il 31 marzo 2015 agli altri enti e alle amministrazioni locali). Incompiuta anche perché a cinque settimane dall'entrata in vigore della norma introdotta con la Legge Finanziaria 2008, la maggior parte delle imprese fornitrici della Pa ha scelto la via più breve: “l'80% ha adottato un approccio tattico, limitandosi a digitalizzare l'ultimo miglio, ovvero il solo processo di fatturazione elettronica con firma digitale e conservazione del documento”, racconta Claudio Mauro della Divisione Public Sector di Sia, società specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici. Solo una minoranza, il 20% ha scelto un approccio strategico, dematerializzando l'intero processo, attraverso l'integrazione della fattura digitale con i sistemi di emissione dell'ordine, pagamento e gestione della contabilità. Quest'ultima soluzione, percorsa essenzialmente da grandi aziende, ben strutturate, richiede inevitabilmente uno sforzo maggiore per integrare il sistema informatico aziendale con lo SdI (Sistema di Interscambio), la piattaforma informatica gestita da Sogei, braccio telematico dell'Agenzia delle Entrate, che ha il compito di verifica della correttezza delle fatture, acquisizione e gestione dei flussi informativi con i fornitori. Cosa ci guadagna l'azienda disposta ad investire nella digitalizzazione dell'intero processo? Leggi tutto

Prelios Sale sulla piattaforma inglese

Da CorrierEconomia del 14 luglio 2014, pag. 21

L'obiettivo è rendere un po' più liquida una tipologia d'investimento illiquida per antonomasia: quella dei fondi chiusi immobiliari. La soluzione scelta, un accordo esclusivo con la Secondcap Ltd, società autorizzata dalla Fca di Londra (Financial Conduct Authority) che gestisce una piattaforma di transazioni sul mercato secondario dei fondi chiusi e riservati, alla quale partecipano oltre 400 investitori istituzionali da tutto il mondo. Protagonista Prelios Sgr, società del gruppo omonimo attiva nell'asset management. “Grazie a questa alleanza, i titolari di quote dei nostri fondi riservati potranno valorizzare i propri investimenti anche prima della naturale scadenza del fondo e a condizioni agevolate rispetto ai costi standard”, chiarisce Andrea Cornetti, head of business development, fund raising e investor relations di Prelios Sgr. La procedura, spiega, è trasparente e completamente anonima per il venditore: quest'ultimo immette sul mercato le quote che intende cedere; attraverso la piattaforma entra in contatto con un universo globale e diversificato di possibili compratori, alla ricerca di un investitore disposto ad acquistarle al prezzo indicato. Secondcap trattiene una commissione se l'operazione va a buon fine. [...] Leggi tutto

mercoledì 9 luglio 2014

Dalla Cina all'Europa: le rotte da seguire per navigare da qui a fine anno

Da CorrierEconomia del 7 luglio 2014, pag. 20
 
Al check-up di metà anno ci sono promossi e bocciati, anche tra i listini esteri. Spagna (+11%) e Portogallo (+8%) passano a pieni voti. Altri deludono un po', come Londra (+0,8%) e Francoforte (+3,6%). E qualcuno è rimandato a settembre, per esempio Tokyo: unico tra i maggiori Paesi sviluppati a chiudere il semestre con il segno meno (-0,3%). Le sorprese positive provengono soprattutto dai mercati emergenti. Da metà marzo, a livello aggregato, il paniere ha messo a segno una netta inversione di tendenza. «Alla base di questo giro di boa ci sono ragioni politiche, come nel caso dell'India, o fondamentali in miglioramento, ad esempio per il Sudafrica. Non dimentichiamoci, poi, che questi mercati arrivano da almeno tre anni di sotto-performance relative», sottolinea Giovanni Brambilla, amministratore delegato di Acomea sgr e gestore del fondo Paesi Emergenti. Ora il divario valutativo si è chiuso, almeno in parte. C'è ancora un po' di sconto, ma bisogna sapere come scovarlo. «Le valutazioni di India, Sud Africa, Indonesia e Filippine sono impegnative ormai. Continuiamo a essere positivi, invece, sulla Cina», aggiunge Brambilla. La scommessa è sulla capacità di Pechino di gestire la lunga fase di transizione evitando strappi violenti. Alcuni dati sembrano fotografare una stabilizzazione della crescita: l'indice Pmi manifatturiero calcolato da Hsbc, a giugno, è tornato poco sopra la soglia dei 50 punti, che separa l'espansione dalla contrazione economica, ai massimi degli ultimi 7 mesi. «Le valutazioni sono estremamente attraenti, scontano già le notizie negative», conclude l'amministratore delegato di Acomea, secondo cui i mercati emergenti, più in generale, potrebbero beneficiare della politica espansiva della Bce di Mario Draghi .
 
Europa Sul fronte opposto, la Bank of England si prepara invece a tirare i remi in barca. Due settimane fa, il governatore Mark Carney ha detto che i tassi potrebbero iniziare a salire prima di quanto il mercato si aspetti. «A soffrire saranno soprattutto i titoli sopravvalutati. Come quelli a media capitalizzazione quotati a Londra», avverte Michele Patrì, gestore azionario di AllianceBernstein. In alcune aree, del resto, le piazze europee sono ancora attraversate da un brivido euforico [...] Leggi tutto

Consulenza a pagamento: è qui il nuovo fronte di battaglia

Da CorrierEconomia del 7 luglio 2014, pag. 26
 
Cala il rapporto tra costi operativi e margine d'intermediazione, risultato degli sforzi compiuti da molti istituti per migliorare l'efficienza del servizio. E cresce la redditività del private banking, in aumento costante dal 2009. Ma se questa rimane concentrata nelle gestioni patrimoniali e nei fondi d'investimento, che da soli valgono il 55% di quanto incassano le banche private, la composizione dei ricavi è destinata a cambiare. 
 
La ricerca Secondo un'indagine condotta sull'orientamento delle direzioni private dall'Aipb, l'associazione di categoria, nei prossimi due anni perderanno peso l'attività bancaria tradizionale, che scivolerà dal 12,4% al 9% e l'intermediazione mobiliare, prevista in calo dal 16,7% al 12,1%. Nell'arco dei prossimi 24 mesi, anche le attività core del servizio, fondi e gestioni, subiranno una leggera flessione cedendo qualche punto a favore di altri segmenti di business. E' in crescita, ad esempio, il comparto assicurativo, che nelle aspettative delle direzioni private salirà dallo 0,8% al 2%.Nuovi modelliMa le maggiori aspettative degli operatori sono riposte altrove: per i dirigenti delle strutture dedicate alla clientela di fascia alta, infatti, il peso dei ricavi prodotti dalla consulenza a pagamento sulla redditività complessiva dovrebbe quadruplicare, salendo dal 3,3% al 12,5%. «Se è vero che una prima spinta al servizio è stata data dalla normativa, le analisi sul segmento ci dicono che c'è spazio e interesse da parte dei clienti - spiega Bruno Zanaboni, segretario generale dell'Aipb -. Oltre a chi desidera solo un servizio di base c'è anche chi è interessato a un modello di private banking caratterizzato da maggior complessità organizzativa, basato ad esempio sulla gestione totale del patrimonio del cliente, compresa la parte immobiliare e quella affidata ai competitor, con un advisory board che affianchi il banker. Questi clienti sono quelli disposti a fornire anche buona parte [...] Leggi tutto

mercoledì 2 luglio 2014

«Attenti, piano piano il Dragone si sta risvegliando»

Da CorrierEconomia del 30 giugno 2014, pag. 22

In 12 mesi l'indice Ftse Mib ha recuperato 48 punti percentuali. Ora i Btp decennali sono vicini ai minimi, sotto quota 2,9%, solo 30 punti base in più rispetto ai Treasury americani di pari durata, a lungo considerati (a torto) il porto sicuro per eccellenza. Dopo una volata così, forse vale la pena prendere fiato. Cercando di capire se il listino milanese e i titoli del Tesoro siano ancora da maglia rosa o condannati, invece, a cedere il passo e finire di nuovo nelle retrovie. «Gli investitori internazionali, americani e non solo, continueranno a comprare Italia perché ha tutti gli ingredienti per restare una bella storia d'investimento», spiega Massimiliano Cagliero, amministratore delegato di Banor, società nata lo scorso aprile con l'acquisizione di una partecipazione iniziale del 20% di Proxima Investments sicav da parte di Banknord. Valutazioni fondamentali ancora attraenti. Una ripresa in fase di consolidamento, sebbene fragile. Una ritrovata (relativa) stabilità politica. E un giovane primo ministro che, assicura Cagliero, piace Oltreoceano, è uscito rafforzato dalle elezioni europee e viene percepito da molti come l'ultima chance dell'Italia per imprimere una svolta al Paese e ripartire. Tutto questo mentre la Banca centrale europea pigia l'acceleratore sulle misure monetarie non convenzionali per riattivare i rubinetti del credito bancario. «Non vedo ragioni per una correzione significativa. Certo, lo spread può tornare ad allargarsi un po', ma senza attacchi di panico», chiarisce l'amministratore delegato che si dichiara relativamente positivo anche sulle azioni bancarie, soprattutto dei due maggiori istituti di credito, Intesa Sanpaolo e Unicredit: «Sono messi senza dubbio meglio di molte banche europee; restiamo un po' più cauti, invece, su Monte dei Paschi, Banco Popolare e Popolare di Milano. Non dimentichiamoci che le nuove regole imposte al sistema finanziario stanno cannibalizzando la redditività del comparto». Ci sono settori del mercato azionario che appaiono sopravvalutati. Come le mid cap americane, Cagliero non rivendica però una preferenza per l'Europa: l'America non è da vendere, dice, perché nonostante le valutazioni del principale listino statunitense, l'S&P500, siano tirate, si possono ancora trovare buone opportunità in comparti come l'energia, l'oil&gas. Sul lato dei listini emergenti [...] Leggi tutto