giovedì 17 luglio 2014

Fatturazione elettronica
Una rivoluzione (a metà)

Da CorrierEconomia del 14 luglio 2014, pag. 29

La fatturazione elettronica è una piccola rivoluzione, ma ancora incompiuta. E non solo perché l'obbligo di creazione, invio e conservazione del documento in formato digitale riguarda per adesso solo le aziende che hanno rapporti con una fetta, sebbene cospicua, della pubblica amministrazione, Ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza e assistenza sociale (sarà esteso il 31 marzo 2015 agli altri enti e alle amministrazioni locali). Incompiuta anche perché a cinque settimane dall'entrata in vigore della norma introdotta con la Legge Finanziaria 2008, la maggior parte delle imprese fornitrici della Pa ha scelto la via più breve: “l'80% ha adottato un approccio tattico, limitandosi a digitalizzare l'ultimo miglio, ovvero il solo processo di fatturazione elettronica con firma digitale e conservazione del documento”, racconta Claudio Mauro della Divisione Public Sector di Sia, società specializzata nella gestione dei pagamenti elettronici. Solo una minoranza, il 20% ha scelto un approccio strategico, dematerializzando l'intero processo, attraverso l'integrazione della fattura digitale con i sistemi di emissione dell'ordine, pagamento e gestione della contabilità. Quest'ultima soluzione, percorsa essenzialmente da grandi aziende, ben strutturate, richiede inevitabilmente uno sforzo maggiore per integrare il sistema informatico aziendale con lo SdI (Sistema di Interscambio), la piattaforma informatica gestita da Sogei, braccio telematico dell'Agenzia delle Entrate, che ha il compito di verifica della correttezza delle fatture, acquisizione e gestione dei flussi informativi con i fornitori. Cosa ci guadagna l'azienda disposta ad investire nella digitalizzazione dell'intero processo? Leggi tutto

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