giovedì 24 luglio 2014

Uno scudo di bond convertibili per salire sull'ottovolante della volatilità

Da CorrierEconomia del 21 luglio 2014, pag. 21

Scommettere sulle azioni, accettando il rischio di salire sull'otto volante della volatilità. Oppure rimanere insabbiati in un reddito fisso divenuto ormai caro, a tratti carissimo, con rendimenti vicini ai minimi e prospettive di risalita dei tassi in avvicinamento nel Regno Unito e, a seguire, negli Stati Uniti? Uno dei classici dilemmi dell'investitore si può risolvere a metà strada, scegliendo i bond convertibili: una soluzione ibrida che offre un profilo di rischio asimmetrico, adatto a chi non è pronto per un posizionamento più aggressivo sui mercati azionari, ma vuole cominciare a ruotare il portafoglio verso le Borse, a caccia di migliori rendimenti.

Negli ultimi 20 anni, infatti, le convertibili hanno saputo catturare tre quarti dei guadagni realizzati dalle borse nelle fasi rialziste (77%), limitando al 66% la partecipazione alle perdite, durante i trend ribassisti. «Oggi nei portafogli di molti investitori c'è troppo reddito fisso, nonostante i rischi siano focalizzati proprio nell'universo obbligazionario», avverte Nathalia Barazal, responsabile convertible bond di Lombard Odier. Il giro di boa delle banche centrali inglese e americana sul fronte della politica monetaria si avvicina. E sebbene la necessità di un futuro aumento dei tassi sia nota quanto inevitabile, non vi è alcuna certezza su come reagiranno i mercati durante il cambio di rotta. Vale la pena ricordare che, storicamente, i bond convertibili hanno reso meglio di azioni e obbligazioni di fronte a un irrigidimento delle politiche monetarie. «Alcune analisi dimostrano che inserendo una componente di bond convertibili all'interno di un portafoglio bilanciato, si ottiene una performance più elevata, nel medio termine, riducendo nel contempo la volatilità», annota il gestore. In questa fase, Barazal privilegia i titoli che [...] Leggi tutto

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