mercoledì 29 ottobre 2014

Mercati

Da CorrierEconomia del 27 ottobre 2014, pag. 20  - Leggi tutto

Londra ha perso un po' di smalto nel terzo trimestre. Il Prodotto interno lordo è aumentato dello 0,7% portando a un lieve raffreddamento della crescita tendenziale, dal 3,2% al 3%. Si tratta comunque della migliore performance realizzata nel G7, dopo gli Stati Uniti. «Il Regno Unito sarà il primo Paese a rialzare i tassi. Il dibattito all'interno della Bank of England è se intervenire nel primo trimestre del 2015 o addirittura entro fine anno», ricorda Gibson Smith, capo degli investimenti nel reddito fisso di Janus. La correzione subita dai mercati [...] Leggi tutto

Patrimoni - Il private banker adesso deve lavorare in team

Da CorrierEconomia del 27 ottobre 2014, pag. 22 - Leggi tutto

Il privare banking è stretto tra due fuochi. Da una parte un contesto di mercato sempre più difficile per chi di lavoro fa il gestore di grandi patrimoni. Dall'altro, la sfida delle reti di promozione che cercano di farsi largo, erodendo spazi di penetrazione commerciale proprio nella clientela private. Una sfida doppia che obbliga l'industria a ripensare il modello di servizio. E in definitiva la propria identità. Impatto«L'andamento dei tassi di interesse e il livello crescente di competizione stanno influenzando profondamente il settore private; non tanto in termini di variazione delle quote di mercato dei singoli operatori, sostanzialmente stabili negli ultimi anni, ma nel tipo di servizio di consulenza che si vuole sviluppare - precisa Maurizio Zancanaro, presidente dell'Aipb -. Mentre in passato si è assistito ad un trend evolutivo simile per tutti gli operatori, oggi il focus è sulla differenziazione». Tra i molti temi di confronto, c'è quello dell'autonomia da altri modelli di servizio. Il private banking deve sopravvivere come divisione specifica all?interno dell'attività bancaria tradizionale o diventare un'industria a sé stante e brillare di luce propria? «Se rimane [...] Leggi tutto

«I bond emergenti non passano di moda»

Da CorrierEconomia del 27 ottobre 2014, pag. 27 - Leggi tutto

La volatilità è tornata a farsi sentire. E non ha risparmiato il debito dei Paesi meno sviluppati. Ma, dopo la correzione di settembre, che ha colpito soprattutto le divise locali, penalizzate dal rafforzamento del biglietto verde e dai timori per la frenata della Cina, i bond dei mercati emergenti hanno dimostrato una migliore capacità di tenuta. «Al di là delle oscillazioni di breve termine, i motivi per investire in questa classe di attivo restano intatti. Anzi, semmai i prezzi più bassi offrono livelli d'ingresso più attraenti», dichiara Brett Diment, responsabile emerging market e debito sovrano di Aberdeen am. La rimodulazione delle aspettative sulla crescita degli Usa, che sembra aver attenuato il rischio di un'accelerazione della svolta restrittiva [...] Leggi tutto

Capitali - L'ultimo appello per tornare a casa

Da CorrierEconomia del 27 ottobre 2014, pag 30 - Leggi tutto 
 
Il percorso è stato faticoso. E rimane qualche insidia nel passaggio al Senato. Sempre che il governo non decida di inserire il provvedimento nella Legge di Stabilità, per blindare il testo e accelerare i tempi. Ma con l'approvazione alla Camera del disegno di legge sul rientro dei capitali, giovedì 16 ottobre, la voluntary disclosure sembra avvicinarsi al traguardo. Molti punti sono stati chiariti, a cominciare dalla copertura penale per i reati di dichiarazione fraudolenta e infedele. Senza dimenticare il principio di non punibilità per i professionisti che assistono il contribuente infedele. «In definitiva, volendo essere provocatori, la procedura di auto-denuncia combina gli effetti di uno scudo a quelli di un condono fiscale, facendoli pagare, però, molto di più», dichiara Leo De Rosa, partner dello studio legale e tributario Russo De Rosa Associati. Le imposte evase si pagano per intero, il beneficio economico è limitato allo sconto sulle sanzioni amministrative (vedi scheda). Ed è previsto un regime opzionale di determinazione delle imposte a forfait per i conti d'importo inferiore a due milioni di euro: partendo dal valore complessivo delle [...] Leggi tutto

martedì 28 ottobre 2014

Emergenti più promettenti secondo Goldman Sachs

Da Milano Finanza del 25 ottobre 2014, pag. 41

L'epicentro della nuova ondata di panico è l'Occidente. Ma la violenta correzione non ha risparmiato, come da copione, i mercati emergenti. «È impossibile dire se il ritracciamento sia stato eccessivo o debba proseguire. La buona notizia è che molti timori sulla [...] Leggi tutto

venerdì 24 ottobre 2014

Soldi - puntata del 17 ottobre 2014

Tra i temi affrontati negli studi di 7Gold con Cosimo Pastore e Erica del Bianco, le ragioni della correzione che ha travolto i mercati nella prima metà di ottobre, le prospettive dei mercati emergenti in un contesto di volatilità in aumento, le novità principali in tema di pagamenti elettronici via mobile, l'atteggiamento ambivalente di consumatori ed esercenti italiani nei confronti della moneta elettronica.

Guarda la puntata di Soldi andata in onda venerdì 17 ottobre su  7Gold.

Per vedere le puntate di Soldi a cui ho partecipato su 7Gold e Odeon TV:
- Puntata del 12 settembre 2014
- Puntata del 27 giugno 2014
- Puntata del 9 maggio 2014
- Puntata del 4 aprile 2014
- Puntata del 28 febbraio 2014
- Puntata del 6 dicembre 2013
- Puntata del 25 ottobre 2013

giovedì 23 ottobre 2014

Tassi a zero? Euro listini e bond lunghi anglosassoni

Da CorrierEconomia del 20 ottobre 2014, pag. 28

Non è la prima volta che economisti e operatori falliscono le previsioni, non sarà l'ultima. Ma di fronte a rendimenti crollati al 2% sul decennale americano dopo la pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione del Comitato monetario della Federal Reserve e i dati deludenti su consumi, inflazione e manifatturiero negli Usa, il 3,5% profetizzato per la fine del 2014 da molti, non più tardi di un anno fa, suona come uno strafalcione. “Eppure non c'è nulla di straordinario negli attuali livelli dei Treasury”, assicura Dave Fishwick, capo degli investimenti azionari di M&G. “A chi pensa, come noi, che i tassi di riferimento rimarranno vicini a zero per i prossimi due o tre anni anche negli Stati Uniti, il 2% sui governativi a 10 anni appare un valore corretto. Anzi, i rendimenti potrebbero scendere ulteriormente”. Non significa che i governativi a stelle e strisce siano improvvisamente diventati appetibili. Ma che, secondo il capo delle gestioni multi-asset, è necessario demolire alcuni falsi miti, tra i principali responsabili dei gravi danni subiti dagli investitori negli ultimi 12 mesi. Primo: i tassi d'interesse sono molto bassi, quindi devono salire. “Non è detto”, contesta Fishwick: per assistere a un aumento del costo del denaro, spiega, deve intravedersi il ritorno delle spinte inflazionistiche. Oggi, non pervenute. E non è affatto scontato che la crescita positiva negli Usa inneschi una dinamica di prezzi al consumo tale da giustificate in tempi brevi un intervento sui tassi da parte della banca centrale. “Finché non ci sarà fiducia su una crescita sostenibile a livello globale, gli “spiriti animali” non faranno ritorno”, conclude il gestore. Non ci saranno sufficienti ottimismo, consumi, domanda di credito, investimenti. Vale a dire ciò che alimenta le spirali inflattive. Come si traduce questo scenario in scelte d'investimento? Dove trovare valore in un mercato dove “la liquidità è una pessima scelta”, dice Fishwick e molte altre classi di attivo sono giudicate care? [...]

lunedì 13 ottobre 2014

Tech, la sim e la nuvola
La doppia vita delle transazioni

Da CorrierEconomia del 13 ottobre 2014

Gli albori di un’innovazione tecnologica possono rappresentare il momento più vivace e affascinante della sua storia. Soluzioni differenti vengono sperimentate e messe a confronto, in una dura competizione per la sopravvivenza che si esaurisce quando il modello vincente s’impone sugli altri. I pagamenti via smartphone in modalità contactless si trovano esattamente a questo stadio di sviluppo. Non è ancora chiaro quale sistema sia destinato a prevalere.

Ma c’è grande fermento. A brevissimo Visa Europe lancerà in Italia un progetto basato sulla tecnologica Hce (Host card emulation), già sperimentato in Spagna. A differenza del modello prevalente su cui hanno scommesso finora banche e operatori telefonici nella Penisola, basato sulla memorizzazione dei dati della carta all’interno della sim del telefono, in questo caso l’applicazione di pagamento è nel cloud (nuvola informatica). L’Hce è compatibile con tutti i dispositivi che girano sulla versione 4.4 di Android, il sistema operativo per dispositivi mobili sviluppato da Google Inc. Intanto, il 9 settembre scorso, Apple ha presentato il nuovo iPhone 6, il primo dotato di tecnologia Nfc (Near field communication) e Touch ID (sensore per la lettura delle impronte digitali, già disponibile su iPhone5).

Nuovi player  «Tra alcuni mesi, forse già in primavera, verrà integrata la funzionalità Apple Pay e sarà possibile effettuare pagamenti senza contatto tramite l’iPhone», spiega Valeria Portale, responsabile della ricerca dell’Osservatorio mobile payment & commerce del Politecnico di Milano. All’interno dei negozi già attrezzati con i terminali di nuova generazione, gli utenti potranno pagare avvicinando il proprio smartphone al Pos dotato di connettività Nfc. Sul display dell’iPhone comparirà il numero di carta di credito che sarà utilizzato per il pagamento. Per completare l’operazione, basterà premere il pulsante Home affinché il sistema biometrico riconosca l’impronta digitale, autorizzando la transazione. A differenza del modello sim-based in via di sperimentazione in Italia [...] Leggi tutto

Moneta digitale, Italiani alla cassa
Grandi speranze, qualche delusione

Da CorrierEconomia del 13 ottobre 2014

L’atteggiamento degli italiani verso la moneta elettronica pare la perfetta metafora di ciò che tiene in ostaggio il Paese: bloccato tra la consapevolezza che la metamorfosi è inevitabile, a tutti i livelli e l’endemica resistenza a ogni cambiamento. Secondo un’indagine realizzata da Swg per Sia, società attiva nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici per imprese, istituzioni finanziarie e Pa, il rapporto dei consumatori con i pagamenti digitali è segnato da un groviglio di contraddizioni. La ricerca sarà presentata dopodomani, mercoledì 15 ottobre, al Sia Expo, l’evento dedicato al mondo dei pagamenti digitali. Ma qual è l’atteggiamento degli italiani verso la moneta elettronica?

Il 72% pensa che l’Italia è indietro Da un lato, è opinione comune che l’Italia sia molto arretrata rispetto agli altri Paesi europei: la pensa così il 72% del campione analizzato, costituito da mille italiani maggiorenni e rappresentativo dalla popolazione di riferimento. Su cento intervistati 69 ritengono che la moneta elettronica aiuti a contrastare l’evasione fiscale e una percentuale di poco inferiore (67%) è convinta che sia utile per velocizzare i pagamenti alla cassa. Risultato: due italiani su tre vorrebbero che tutti gli esercizi commerciali fossero obbligati ad accettare pagamenti digitali su ogni tipo di acquisto e la maggioranza assoluta (51%) prevede addirittura che tra cinque anni pagheremo tutto solo con la moneta elettronica.

Il contante è spesso giudicato più sicuro
Ricerche. Adrio Maria De Carolis, alla guida di SwgDall’altro lato, si osserva ancora un atteggiamento ambivalente verso i pagamenti digitali: questi sono ritenuti più [...] Leggi tutto

Nel camerino virtuale
sfilate e consigli per l’acquisto

Da CorrierEconomia del 13 ottobre 2014

Shopping 2.0. Entri in un negozio, provi un capo di abbigliamento ma scopri che la tua taglia è esaurita. Fotografi il codice a barre del prodotto e, dopo aver scaricato al volo un’applicazione su smartphone o tablet, verifichi se la misura mancante è disponibile presso un altro esercizio. Fai l’ordine e paghi direttamente online. Intanto, nel camerino «virtuale», trovi suggerimenti su come abbinarlo con altri prodotti o accessori.
 
Il parere dell’esperto Puoi fare un autoscatto e, sempre tramite l’app dedicata, condividerlo sui social network. É un nuovo modo di fare acquisti, inaugurato in Italia da OVS, a fine maggio, nel flagship store di via Dante a Milano e disponibile da giugno anche nel negozio di via Panzani a Firenze. «L’innovazione non interviene solo sulle modalità di pagamento. Inizia a modificare anche l’esperienza d’acquisto all’interno degli spazi commerciali», racconta Valeria Portale, responsabile della ricerca dell’Osservatorio mobile payment & commerce del Politecnico di Milano.

La strategia di Nespresso
C’è chi come Nespresso sta sperimentando la tecnologia RFID (Radio-Frequency IDentification), per snellire le code nei momenti di massima affluenza, quando il personale fatica a smaltire le richieste della clientela: nella boutique di via Belfiore, a Milano, si preleva la shopping bag disponibile all’ingresso del negozio, si scelgono quali e quante [...] Leggi tutto

sabato 11 ottobre 2014

Btp Italia per Krautzberger (BlackRock)

Da Milano Finanza del 4 ottobre 2014, pag. 21

«Il rischio di fare troppo poco supera quello di fare troppo». Per gli operatori la frase pronunciata a Jackson Hole da Mario Draghi vale quasi quanto il «whatever it takes» del 2012. Se prima dello scorso giugno la Bce era apparsa a molti un po' timida nel fronteggiare [...] Leggi tutto

venerdì 10 ottobre 2014

Idee - Tassi (quasi) invisibili
Così investono i Paperoni

Da CorrierEconomia del 6 ottobre 2014, pag. VII

Banker alle prese con il tasso zero. Le pressioni deflattive che sfiancano la crescita in Europa e la reazione ultra-espansiva della Banca centrale europea per rivitalizzare le aspettative sull'andamento dei prezzi al consumo hanno compresso i rendimenti obbligazionari, complicando la vita ai gestori di portafogli. Se solo un anno fa i Btp a 10 anni rendevano il 4,5% (in termini nominali, con un'inflazione che viaggiava allo 0,7% su base annua) oggi sono al 2,3% (qui valore nominale e reale pressoché coincidono). E sulle scadenze più brevi c'è davvero poco valore, se si considera che fino ai cinque anni i nostri titoli di Stato rendono meno dell'1%. Come si risolve il dilemma dell'investitore, che non vorrebbe fare rinunce sul piano dei guadagni ma senza stravolgere la propria esposizione al rischio? La verità è che in uno scenario drogato dalla liquidità in eccesso, valutazioni tirate in molti segmenti e a sconto solo se ci sono ottime ragioni perché i prezzi siano stracciati, è difficile trovare idee forti. Bisogna lavorare sulle sfumature. Ma le ricette degli operatori non sempre coincidono. Andrea Rotti, direttore investimenti gestioni patrimoniali di Ersel non gira troppo attorno alla questione: “L'investitore che non vuole rinunciare a un dato livello di redditività dovrà accettare un incremento di volatilità. La maggiore rischiosità dei portafogli, però, [...]

Consulenza - Quanto vale un consiglio d'autore

Da CorrierEconomia del 6 ottobre 2014, pag. IX

La consulenza a parcella vale ancora poche briciole nell'industria del private banking. Ma dov'è partito, il servizio sta cannibalizzando masse crescenti, a scapito della “vecchia” consulenza tradizionale: gratuita all'apparenza, ben remunerata invece (sebbene indirettamente) tramite la retrocessione alle reti distributive di parte delle commissioni sui prodotti. “Nei primi sei mesi, la nostra consulenza a parcella, dedicata ai clienti con portafogli sopra i 250 mila euro, è cresciuta del 31,4%, un ritmo quasi quattro volte superiore rispetto al patrimonio totale gestito e amministrato (+8,2%)”, racconta Carlo Giausa, direttore servizi di investimento e wealth management di FinecoBank. È più facile mettere il turbo quando si parte da numeri piccoli. Ma la tendenza è netta e la stessa Aipb ipotizza che il peso del servizio a pagamento sui ricavi dell'industria sia destinato a quadruplicare nei prossimi due anni, passando dal 3,3% al 12,5%. “Già oggi il 20% della nostra clientela ha scelto questo modello”, rivendica Stefano Piantelli, direttore commerciale di Banca Intermobiliare. Lo spazio di crescita è enorme e dovrebbe favorire una valorizzazione della pura consulenza rispetto all'attività di vendita dei prodotti, risolvendo [...]

Il punto

Da CorrierEconomia del 6 ottobre 2014. pag. IX

Nel menu delle banche private, il gestito sta via via guadagnando spazio rispetto alla raccolta amministrata. Ma c'è un settore che registra un vero e proprio boom, quello assicurativo. “Negli ultimi due anni, la crescita del comparto è stata impressionante”, chiosa Claudio Garzetti, responsabile Direzione Private di Creval. “Per quanto ci riguarda, ad esempio, rispetto a un obiettivo di raccolta di 80 milioni di euro per il 2014, siamo già a quota 120 milioni”. In parte, è l'effetto dei recenti interventi sul regime fiscale: gli strumenti assicurativi, infatti, sono esenti dal bollo sul deposito titoli, che grava invece sulla quasi totalità dei prodotti finanziari, nella misura del 2 per mille su base annua. [...]

Scelte alternative - dagli immobili all'energia

Da CorrierEconomia del 6 ottobre 2014, pag. VII

In passato hanno deluso. Offrendo rendimenti non sempre il linea con le aspettative. Ma potrebbero essere utili in questa fase di mercato, verso un'inversione di rotta sul fronte tassi in Usa e Uk, un possibile aumento della volatilità e con valutazioni non particolarmente attraenti nell'universo azionario. “Gli strumenti alternativi hanno una bassa correlazione con le classi di attività tradizionali, una volatilità contenuta, indipendentemente dalla direzionalità dei mercati e oggi”, ricorda Caterina Giuggioli, responsabile commerciale di Kairos Julius Baer Sim, “sono disponibili anche in formato Ucits, con vantaggi in tema di trasparenza, liquidità e accessibilità”. Le opportunità di rendimento crescono, però, a mano a mano che ci si sposta verso strumenti illiquidi, decisamente inadatti (oltreché inaccessibili) a portafogli retail. “Tramite fondi di private equity specializzati nei distressed asset (letteralmente asset sotto stress ndr), si possono ottenere rendimenti nell'ordine del 14-15% l'anno. [...]

giovedì 9 ottobre 2014

Shopping su Internet sì, ma a prova di ladro

Da CorrierEconomia del 6 ottobre 2014, pag. 20

Viva i pagamenti digitali, purché siano più sicuri. Secondo un'indagine realizzata da Swg per Sia, società attiva nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici per istituzioni finanziarie, imprese e Pa, il 65% degli italiani ritiene che gli acquisti elettronici debbano garantire una maggiore sicurezza. Questa esigenza appare prioritaria rispetto a un'evoluzione verso sistemi più semplici da utilizzare, che pure è avvertita dal 25% del campione considerato. Tra i fattori capaci di mettere il consumatore a proprio agio nell'effettuare pagamenti digitali, il 47% degli intervistati menziona la presenza di assicurazioni che garantiscano il rimborso in caso di eventuali truffe; il 43% vorrebbe avere sul proprio cellulare una conferma immediata dell'avvenuto pagamento e una percentuale di poco inferiore si sentirebbe più tranquilla se al momento dell'acquisto online, oltre all'inserimento dei dati sulla carta di credito o paypal, la banca chiedesse l'inserimento di un ulteriore codice di sicurezza. Quasi un intervistato su tre si esprime a favore di un sistema di certificazione dei siti web che utilizzano metodi sicuri. “Tutti questi sistemi sono già disponibili da un punto di vista tecnologico ma non sempre”, osserva Andrea Gambelli, responsabile Issuing della divisione financial institutions di Sia, “vengono adottati dagli istituti di credito”. In generale, secondo Gambelli, la diffidenza verso i pagamenti digitali è comunque immotivata: le truffe avvengono statisticamente solo nello 0,004% dei casi [...]

martedì 7 ottobre 2014

Idee, tassi (quasi) invisibili
Così investono i Paperoni

Da CorrierEconomia del 6 ottobre 2014

Banker alle prese con i l tasso zero. Le pressioni deflattive che sfiancano la crescita in Europa, e la reazione ultra-espansiva della Banca centrale europea per rivitalizzare le aspettative sull’andamento dei prezzi al consumo, hanno compresso i rendimenti obbligazionari, complicando la vita ai gestori di portafogli. Se solo un anno fa i Btp a 10 anni rendevano il 4,5% (in termini nominali, con un’inflazione che viaggiava allo 0,7% su base annua) oggi sono al 2,3% (qui valore nominale e reale pressoché coincidono). E sulle scadenze più brevi c’è davvero poco valore, se si considera che fino a cinque anni i nostri titoli di Stato rendono meno dell’1%.

Dilemma Come si risolve il dilemma dell’investitore, che non vorrebbe fare rinunce sul piano dei guadagni ma senza stravolgere la propria esposizione al rischio? La verità è che in uno scenario drogato dalla liquidità in eccesso, valutazioni tirate in molti segmenti e a sconto solo se ci sono ottime ragioni perché i prezzi siano stracciati, è difficile trovare idee forti. Bisogna lavorare sulle sfumature.

Ma le ricette degli operatori non sempre coincidono. Andrea Rotti, direttore investimenti gestioni patrimoniali di Ersel non gira troppo attorno alla questione: «L’investitore che non vuole rinunciare a un dato livello di redditività dovrà accettare un incremento di volatilità. La maggiore rischiosità dei portafogli, però, determina a sua volta la necessità di allungare l’orizzonte temporale di riferimento». Sembra d’accordo Caterina Giuggioli, responsabile commerciale di Kairos Julius Baer sim: ha senso ridurre la quota obbligazionaria presente in portafoglio, dice, rivolgendosi in parte verso il mondo equity e in parte su strumenti flessibili/ alternativi. [...] Leggi tutto

Consulenza, quanto vale
un consiglio d’autore

Da CorrierEconomia del 6 ottobre 2014

La consulenza a parcella vale ancora poche briciole nell’industria del private banking. Ma dov’è partito, il servizio sta cannibalizzando masse crescenti, a scapito della vecchia consulenza tradizionale: gratuita all’apparenza, ben remunerata invece (sebbene indirettamente) tramite la retrocessione alle reti distributive di parte delle commissioni sui prodotti.

Metodi 
«Nei primi sei mesi, la nostra consulenza a parcella, dedicata ai clienti con portafogli sopra i 250 mila euro, è cresciuta del 31,4%, un ritmo quasi quattro volte superiore rispetto al patrimonio totale gestito e amministrato (+8,2%)», racconta Carlo Giausa, direttore servizi di investimento e wealth management di FinecoBank. È più facile mettere il turbo quando si parte da numeri piccoli. Ma la tendenza è netta e la stessa Aipb ipotizza che il peso del servizio a pagamento sui ricavi dell’industria sia destinato a quadruplicare nei prossimi due anni, passando dal 3,3% al 12,5%. «Già oggi il 20% della nostra clientela ha scelto questo modello», rivendica Stefano Piantelli, direttore commerciale di Banca Intermobiliare. Lo spazio di crescita è enorme e dovrebbe favorire una valorizzazione della pura consulenza rispetto all’attività di vendita dei prodotti, risolvendo macroscopici conflitti d’interesse. Ma gli operatori non marciano compatti, si muovono a piccoli passi, per il timore che i clienti private possano sfilarsi, rifugiandosi dove la consulenza è ancora formalmente gratuita. [...] Leggi tutto

venerdì 3 ottobre 2014

Borse - La Cina apre, chi ci guadagna

Da CorrierEconomia del 29 settembre 2014, pag 24

Prove generali di un mercato cinese più accessibile. Entro il mese di ottobre, sarà operativo lo Shanghai - Hong Kong Stock Connect, un programma pilota che consentirà agli investitori esteri di acquistare azioni quotate a Shanghai attraverso broker basati a Hong Kong. Viene in parte aggirato il rigido sistema di licenze e quote che, a partire dal 2003, ha rappresentato l'unica via di accesso per gli stranieri all'universo delle azioni A: titoli denominati in renminbi di società costituite nella Cina continentale e negoziate a Shanghai e Shenzen. Si tratta del mercato azionario cinese più ampio e liquido, per una capitalizzazione di quasi 4 mila miliardi di dollari, ben superiore a quella dei segmenti già oggi scambiati liberamente: azioni H, B e Red Chips, denominate in dollari di Hong Kong o biglietto verde.

In una prima fase, l'accesso alle azioni A sarà limitato a 568 titoli quotati a Shanghai (circa il 90% della Borsa per capitalizzazione) e sono previste quote giornaliere, con un tetto massimo di 13 miliardi di yuan (300 a livello aggregato). “É comunque un passaggio importante verso la completa apertura del mercato cinese agli investitori esteri”, osserva Haiyan Li Labbé, analista responsabile del mercato cinese per Carmignac. Se il programma avrà successo, anche la Borsa di Shenzhen verrà inclusa nel progetto e sarà gradualmente incrementato l'ammontare investibile. Intanto, il prossimo 20 o 27 ottobre si parte con la fase pilota. Gli operatori si attendono un immediato impatto positivo sulle azioni A. [...]

Tasse&Ticket - Entro un anno tutto alla cassa online

Da CorrierEconomia del 29 settembre 2014, pag . 29

Il tempo stringe per Comuni e Regioni. Entro il 31 dicembre 2015, tutti gli enti della pubblica amministrazione, a livello locale e centrale, dovranno adeguare le proprie procedure per consentire ai cittadini di effettuare pagamenti elettronici in multicanalità: dalle contravvenzioni, alle imposte comunali fino al ticket sanitario, tutte le incombenze fiscali e non potranno essere pagate online, sul sito di home banking della propria banca, tramite i terminali Atm ma anche dal tabaccaio e presso la grande distribuzione. Quanti cittadini ne sono a conoscenza? [...]