martedì 25 novembre 2014

2015, 10 sorprese

Da CorrierEconomia del 24 novembre 2014, pag. 35

Il dollaro americano scenderà a quota 1,15 contro l'euro. A settembre, la Federal Reserve di Janet Yellen darà il via all'aumento dei tassi. E il prezzo del petrolio si stabilizzerà attorno a 85 dollari al barile, ma potrebbe poi indebolirsi ulteriormente. Sono alcune delle previsioni che Goldman Sachs ha estratto dalla sfera di cristallo per il 2015, in un recente report sui 10 temi d'investimento che domineranno il dibattito tra gli investitori nei prossimi mesi. Il primo punto suggerisce un po' di ottimismo: il consolidamento della ripresa globale, trainata dagli Stati Uniti. Tuttavia, secondo gli economisti di Goldman, si allargherà la divergenza tra i Paesi sviluppati, con Giappone ed Eurozona nel ruolo di inseguitori stanchi e le rispettive banche centrali decise a intensificare gli stimoli monetari. Una strada quasi obbligata per combattere la bassa inflazione, altro tema destinato a restare protagonista nel 2015. Il prezzo del petrolio, precipitato a 76 dollari al barile, quasi quaranta in meno rispetto a cinque mesi fa, dovrebbe concedere una pausa. “Il crollo è avvenuto prima di quanto previsto, nonostante avessimo già evidenziato da almeno un paio d'anno il rischio di uno shock positivo nella produzione petrolifera, dal lato dell'offerta, legata al tema dello Shale”, scrivono gli analisti della casa d'affari amaricana. É naturale a questo punto osservare un periodo di consolidamento. “E le nostre analisi mostrano un limitato spazio per ulteriori ribassi. Ma l spazio per potenziali sorprese negative non si è esaurito”, avvertono gli esperti: una significativo miglioramento nell'efficienza nei servizi petroliferi probabilmente porterà a una riduzione dei costi del 5-15%. E d'altro canto, sorprese positive in Libia, Iraq e Iran potrebbero amplificare l'eccesso d offerta il prossimo anno. Con possibili consequenze a catena sui prezzi del rame e dell'alluminio. E, sul fronte creditizio, per Paesi come Venezuela, Ucraina, Argentina e Russia. In generale, Goldman prevede un anno positivo per i mercati emergenti, indirizzati verso un miglioramento sul piano degli squilibri macro. Ma una crescente polarizzazione tra i migliori e i peggiori della classe. E la Cina? “Proseguirà il percorso accidentato verso un rallentamento della crescita, tra il 6 e il 7% nei prossimi due anni”.

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