martedì 25 novembre 2014

Bond, il ritono degli emergenti

Da CorrierEconomia del 24 novembre 2014, pag. 38 - Leggi tutto

A ogni azione corrisponde sempre una reazione uguale e contraria. Applicando al reddito fisso il terzo principio della dinamica, si capisce perché gli investitori stiano aumentando gli acquisti sui bond dei mercati emergenti. Se i tassi sui governativi americani scendono, com'è accaduto negli ultimi due mesi, la sete di rendimento torna ad accrescere i flussi verso attivi potenzialmente più redditizi. A parità di rating, infatti, il credito dei Paesi in via di sviluppo offre oggi un premio di rendimento attorno a 300 punti base, il 3%, rispetto agli Stati Uniti. «Sebbene nei prossimi 18 mesi i tassi siano previsti in rialzo negli Stati Uniti, questa non è la fine del "denaro facile": le condizioni monetarie resteranno accomodanti in Eurozona e Giappone, alimentando ancora la caccia al rendimento», ricorda Edwin Gutierrez, capo del debito emergente sovrano per Aberdeen am. Di recente, spiega il gestore, si osserva una rotazione dei portafogli obbligazionari dall'universo high yield e dalla periferia dell'Europa verso il debito emergente. E d'altra parte, lo strutturale ribilanciamento in atto a favore dei mercati emergenti da parte degli investitori istituzionali dovrebbe favorire questa classe di attivo. Lungo il percorso [...] Leggi tutto

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