martedì 25 novembre 2014

Oro, un «sì» della Svizzera può farlo risalire del 15%

Da CorrierEconomia del 24 novembre 2015, pag. 28 - Leggi tutto

Dopo una perdita di valore del 40% in poco più di tre anni, nessuno potrà più chiamarlo bene rifugio. Almeno per un po’. Ma da inizio novembre, l’oro ha interrotto la violenta fase discendente iniziata nel 2012, per guadagnare qualche punto percentuale in poche settimane. Merito di un referendum di iniziativa popolare promosso in Svizzera da alcuni membri del partito conservatore Unione democratica di centro e fissato per il prossimo 30 novembre.

La storia L’esito del voto, secondo i sondaggi, è incerto. Ma in caso di vittoria dei sì, le conseguenze sul prezzo dell’oro saranno inevitabili: la Banca nazionale svizzera (Bns) guidata dal presidente Thomas Jordan sarebbe obbligata a detenere in oro, tassativamente entro i confini della nazione, almeno il 20% delle proprie riserve, con il divieto di venderne qualsiasi quantità in futuro. Dato che la Bns possiede 1.040 tonnellate d’oro, pari al 7,5% delle riserve totali, «a conti fatti ne dovrebbe acquistare almeno altre 1.600 tonnellate in cinque anni. Poco meno di una tonnellata al giorno, per un controvalore di 50 miliardi di euro nel quinquennio », calcola Carlo Alberto De Casa, analista dei mercati valutari per Active-Trades. Un sforzo enorme se si calcola che la produzione annua di oro si aggira attorno a 3.000 tonnellate su scala globale e il Pil della Confederazione vale poco più di 520 miliardi di euro. Con una vittoria dei sì, alcuni analisti stimano che le quotazioni possano rapidamente toccare i 1.350 dollari l’oncia, equivalente a un guadagno di circa 15 punti percentuali rispetto ai valori attuali. «È significativo osservare che in questo momento il Gofo a uno e sei mesi (Gold offered forward rate, il tasso di sconto al quale gli operatori prestano l’oro in cambio di dollari americani ndr) è negativo. Vuol dire che c’è una certa apprensione per la disponibilità a breve di oro», osserva Michael Palatiello, amministratore delegato e strategist di Wings Partners.

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