martedì 11 novembre 2014

Servizi - La formula tutto in uno: famiglia, azienda & patrimonio

Da CorrierEconomia del 10 novembre 2014, pag. 38 - Leggi tutto

Nel mondo dei servizi dedicati alla gestione dei grandi patrimoni, le due espressioni spesso si confondono. Ma tra gli operatori c?è chi ritiene il wealth management ontologicamente diverso rispetto al private banking . E contesta l?idea che sia una semplice variante lessicale. O, peggio, una (geniale) idea del marketing per migliorare la qualità percepita di un servizio, aumentandone il prestigio, a parità di contenuti. «La differenza è sostanziale e duplice: riguarda l?ampiezza della gamma di servizi offerti e l?orizzonte temporale su cui è costruita l?attività di consulenza», chiarisce Franco Dentella, vice direttore generale di Banca Aletti.Definizione Tradizionalmente, spiega, l?attività del private banking si esaurisce nel campo della gestione degli asset finanziari. Il wealth management, invece, abbraccia tre dimensioni: patrimonio, famiglia, azienda. E cerca di fornire una soluzione integrata alle esigenze che nascono dalla sovrapposizione di queste tre aree, in un percorso di pianificazione che deve tenere conto dell?intero ciclo di vita del cliente. Com?è strutturata la famiglia? Come si articola il patrimonio immobiliare? Qual è l?entità dei flussi di cassa che provengono dall?azienda? Come proteggere il patrimonio dai rischi connessi all?attività d?impresa, in vista del passaggio generazionale? Il wealth management, in definitiva, si propone di trovare una sintesi tra tutte queste istanze. «Prima di tutto, a differenza del private, affianchiamo alla gestione degli asset finanziari quella delle passività: credito, finanziamenti ipotecari, mutui di liquidità garantiti dall?immobile di proprietà o dallo stesso patrimonio detenuto presso la banca», precisa [...] Leggi tutto

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