mercoledì 17 dicembre 2014

Business - Una sfida da cinquecento miliardi

Da CorrierEconomia del 15 dicembre 2014, pag. 27 - Leggi tutto
 
L'industria private avanza a passo di marcia verso quota 500 miliardi di euro. Nei primi nove mesi dell'anno, le masse gestite dagli operatori dedicati ai grandi patrimoni hanno messo a segno una crescita del 5,4%, per metà riconducibile alla performance dei mercati e per l'altra metà alla raccolta netta. In uno scenario poco favorevole alla creazione di ricchezza, i nuovi flussi derivano da una lenta ma costante erosione di quote del mercato non servito a scapito degli intermediari generalisti; dove, però è ancora custodita quasi la metà del patrimonio delle famiglie. Le strutture dedicate a questa clientela devono, a loro volta, resistere alla crescente pressione competitiva delle reti di promozione finanziaria, sempre più agguerrite nel posizionarsi sul segmento di fascia alta. Come? Differenziando l'offerta. «Il banker è il terminale di una struttura di vendita prodotti o un advisor dedicato? Su questo le private bank devono interrogarsi. Solo nel secondo caso, i clienti possono percepire il carattere distintivo di un servizio di consulenza private. Che deve abbracciare non solo la gestione degli asset finanziari ma anche i temi della protezione del patrimonio, degli asset illiquidi e aziendali», spiega Andrea Cingoli, amministratore delegato di Banca Esperia. Vale la pena ricordare che gli imprenditori rappresentano il 32% della clientela di fascia elevata.«La percentuale sale al 72% se si considerano i patrimoni superiori ai 5 milioni di euro - precisa Luca Monti, responsabile private corporate unity di Ubi Banca -. Il corporate advisory è cruciale [...]  Leggi tutto

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