mercoledì 17 dicembre 2014

Capitali - Per il ritorno a casa prima va risolto il rebus svizzero

Da CorrierEconomia del 15 dicembre 2014, pag. 31

Senza l'accordo bilaterale con la Svizzera, la voluntary disclosure sarà un buco nell'acqua. Le autorità dei due Paesi dicono che ci sono tutte le condizioni per arrivare a una stretta di mano, entro i 60 giorni che la procedura di autodenuncia fissa per definire un'intesa sullo scambio effettivo di informazioni tra l'Italia e i Paesi a fiscalità privilegiata. Circostanza che esclude il raddoppio dei termini di accertamento e delle sanzioni sulle imposte evase, previsto per i capitali detenuti in uno Stato black list. E rende molto più appetibile l'adesione alla collaborazione volontaria, approvata al Senato in via definitiva il 4 dicembre: perché meno onerosa, sia sul piano economico che di ricostruzione documentale delle attività oggetto di auto-denuncia. La condizione affinché la fumata bianca arrivi entro i termini stabiliti è che l'intesa sullo scambio d'informazioni tra Roma e Berna proceda su un binario separato, stralciando le questioni legate a Campione d'Italia e alla tassazione dei frontalieri italiani. “Se così fosse, è probabile che si arrivi alla firma in tempo utile, nell'interesse di entrambi i Paesi. L'accordo è indispensabile per assicurare il successo della voluntary”, ricorda Massimo Falletta, direttore di Pkb privatbank.

Previsioni Secondo stime di mercato non ufficiali, i capitali italiani depositati presso banche elvetiche ammonterebbero a circa 200 / 300 miliardi di euro. Di questi, si ritiene che non più del 40% debba ancora essere regolarizzato. La voluntary, dicono gli analisti, ne farà riemergere 25 o 30 miliardi e soltanto la metà verrà effettivamente rimpatriata. “La sensazione è che, nonostante il quadro internazionale sia mutato radicalmente e sia sempre più complicato e pericoloso nascondere attività finanziarie al Fisco, difficilmente chi dovrà pagare somme vicine o superiori al 40-50% degli importi non dichiarati deciderà di aderire”, annota Falletta. In presenza di attività finanziarie costituite a seguito di evasione in periodi ancora accertabili, infatti, il conto da pagare all'Agenzia delle Entrate potrebbe arrivare al 70-80% del capitale occultato [...]

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