mercoledì 10 dicembre 2014

Obbligazioni speculative - Anche per chi ama rischiare è l'ora di alleggerirsi un po'

Da CorrierEconomia dell' 8 dicembre 2014, pag. 24

Le due correzioni subite dalle obbligazioni speculative negli ultimi tre mesi sono un segnale di allerta. “La liquidità non è mai stata peggiore nel reddito fisso. E oggi questo è il fattore di rischio in assoluto più sottovalutato dagli investitori”, avverte Laird Landman della società Tcw di Los Angeles, con delega di gestione per il fondo Pictet Us high yield. Alcuni segmenti come il debito speculativo o i bond dei Paesi emergenti sono particolarmente sensibili al tema illiquidità. E le valutazioni tirate, specialmente tra le obbligazioni high yield, creano un mix esplosivo. Che può innescare nuove fibrillazioni. “Quello che abbiamo visto finora è solo un piccolo assaggio di cosa potrebbe accadere quando lo stato di salute delle aziende peggiorerà”, ribadisce Landman. Oggi, infatti, i fondamentali restano solidi, soprattutto se si analizza la sostenibilità del debito parametrandola alla liquidità nei bilanci o al margine operativo lordo. E nel breve termine la maggior parte degli analisti esclude l'ipotesi di un incremento nei tassi di default. Ma alcuni indizi suggeriscono che il mercato americano si sta avvicinando alla fine del ciclo creditizio. Ne bastano tre: le nuove obbligazioni di bassa qualità, con giudizio CCC o inferiore, sono aumentate significativamente negli ultimi anni fino a raggiungere il 20% del totale. La percentuale di prestiti covenant lite (con meno tutele per gli obbligazionisti ndr) è molto più elevata rispetto ai livelli osservati nel 2007. E, terzo indizio, meno della metà delle emissioni è finalizzata a rifinanziare il debito in scadenza: molte servono piuttosto a sostenere operazioni di acquisizione, stacco di dividendi o riacquisto di azioni proprie, destinate a gratificare gli azionisti. “É il segno che, dopo un lungo percorso di riduzione della leva finanziaria, le aziende hanno invertito la rotta. E a causa di comportamenti più disinvolti nella gestione del credito e della liquidità, stanno costruendo i fallimenti di domani”, profetizza il gestore.
 
Prima di leggere nei numeri di bilancio il deterioramento dei fondamentali mancano, secondo Landman, due o al massimo quattro trimestri. Ma dato che i mercati tendono ad anticipare di un anno o anche oltre l'aumento dei tassi di default, gli spread di credito potrebbero presto iniziare ad allargarsi, penalizzando in particolare coloro che sono investiti nei titoli di qualità inferiore. “É questo il momento di essere difensivi: ad esempio [...]

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