lunedì 27 gennaio 2014

Ma i listini aspettano i risultati industriali

Dal Mondo del 17 gennaio 2014, n°2, pag. 35

Il momento della verità arriverà in primavera. Quando l'amministratore delegato di Fiat group, archiviato l’accordo che ha permesso all’azienda di Torino di salire al 100% di Chrysler, toglierà il velo al nuovo piano industriale. Spiegando ad azionisti, sindacati e lavoratori qual è il destino degli stabilimenti italiani, quanto e come l'azienda è disposta a investire, quali i dettagli del progetto di rilancio di Alfa Romeo, più volte preannunciato e mai partito. “Fino ad oggi abbiamo visto solo una bellissima operazione finanziaria”, spiega Carlo de Vanna, gestore azionario Italia di Ersel am. Dopo un rally del 67% in 12 mesi, ad aprile le azioni del Lingotto saliranno ancora perché, spiega de Vanna, il mercato darà ancora una volta fiducia all'ad. Poi, però, gli investitori vorranno ritrovare nei numeri, trimestre dopo trimestre, le promesse scritte nere su bianco dal manager italo-canadese in tema di ritorno del capitale investito e progressi del piano industriale. “Io credo che ce la farà. Ma non si tratta di un gol a porta vuota”. Uno dei rischi è che Fiat non riesca a recuperare lo svantaggio maturato rispetto ai competitor (Opel, Renault, Peugeot) sul piano degli investimenti in nuovi modelli e motori e finisca per perdere ulteriori quote di mercato in Europa. Pesano, inoltre, i timori su Brasile e Turchia, l’assenza di un partner in Asia. “L'operazione di inizio anno non consente di per sé una gestione integrata delle tesorerie, che restano separate a causa dei covenant (clausole di garanzia ndr) sulle linee di credito concesse a Chrysler”, ricorda Gabriele Gambarova, analista di Banca Akros - Esn: “questo ha un impatto negativo sui conti perché costringe le due aziende a mantenere a bilancio un eccesso di liquidità, per far fronte a eventuali credit crunch”. Secondo Gambarova, Fiat resta comunque una storia di ristrutturazione interessante e, in ogni caso, le prospettive del gruppo per l'anno in corso appaiono positive, a prescindere dall'operazione su Chrysler: nel 2014, infatti, si vedranno i primi frutti della collaborazione industriale tra le due aziende in termini di nuoivi modelli, Jeep Cherokee [...]