martedì 4 marzo 2014

E io mini-investo
Le opzioni per taglie extra small

Da CorrierEconomia del 3 marzo 2014, pag. 23

Mini investimenti coraggiosi. Anche chi ha poche possibilità economiche può impegnarsi per il futuro. E lo può fare meglio di un anno fa. Dal primo gennaio 2014, il micro risparmio non soffre più per l'eccessivo peso della «patrimonialina», l'imposta di bollo, applicata dal 2012 a tutti gli investimenti. L'aliquota è salita sì al 2 per mille, ma l'abolizione della soglia minima di 34,2 euro ha «liberato» i mini patrimoni. Nei prossimi mesi anche la tassazione sui rendimenti e sui capital gain potrebbe essere ridefinita: la speranza che venga di nuovo utilizzato un occhio di riguardo per i portafogli extra small è l'ultima a morire. Ma partiamo dalle certezze. Se nel 2013 chi accantonava mille euro pativa - per colpa del bollo col minimo fisso a 34,2 - un'imposizione del 3,4%, oggi il Fisco per la stessa cifra vuole solo 2 euro (il 2 per mille). Un piccolo cambiamento che non risolve certo il problema delle troppe tasse italiane, ma che ha incoraggiato banche, società di gestione e compagnie assicurative a coltivare di più il risparmio a piccole dosi. In due modi: prodotti ad hoc oppure sconti sulle spese fisse che «ammazzano» i mini-versamenti.

Iniziative Dopo la cancellazione del bollo fisso, per esempio, la Popolare dell'Emilia Romagna ha abbassato l'importo minimo investibile su alcuni certificati di deposito, portandolo da 10 mila euro (5 mila per le durate oltre i 18 mesi) a mille euro. Una cifra ancora ragguardevole, ma più vicina alle possibilità di molti. Ma il cambio ha favorito iniziative molto più radicali, come il «risparmio d'impulso» consentito da «Gimme5» di AcomeA sgr. Si tratta di una «app» per smartphone e tablet che permette di destinare a uno dei fondi della casa anche solo 5 euro per volta. L'equivalente di un «gratta e vinci» o di un pacchetto di sigarette. Non ci sono costi d'ingresso [...] Leggi tutto