venerdì 21 marzo 2014

Carte - La rivoluzione avanza
ed è "senza contatto"

Da CorrierEconomia del 17 marzo 2014, pag. 29

In un Paese dove ogni anno l'Agenzia delle Entrate scova migliaia di nuovi evasori totali, 8.315 solo nel 2013 per citare un dato, la battaglia per la legalità fiscale non può prescindere dal contrasto ai “furbetti” dello scontrino. Impresa non facile quando 86 transazioni su 100 vengono ancora effettuate in contanti, come in Italia. La prima strada da percorrere, quindi, è promuovere l'uso dei pagamenti elettronici. Come? Per esempio, rendendoli più facili e veloci.

Il fenomeno Se i consumatori scoprono che in un solo istante possono effettuare piccoli pagamenti sotto i 25 euro senza dovere inserire la carta in un Pos e digitare il codice (o firmare lo scontrino), semplicemente avvicinandola al lettore ma con lo stesso livello di sicurezza, forse in molti saranno invogliati a usare la moneta elettronica anche per pagare il caffè al bar, le sigarette o il giornale. É ciò che sta accadendo con la diffusione delle carte contactless.
Secondo l'Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, quelle in circolazione sono triplicate in un anno, passando da 2 a 6 milioni di unità. E dopo lo scatto in avanti di Poste Italiane, che ha fatto da apripista, l'imminente lancio di nuovi servizi di pagamento via cellulare basati sulla tecnologia Nfc (Near Field Communication) sembra destinato a trasformare sempre più velocemente gli smartphone in strumenti di pagamento. Intanto, si moltiplicano le iniziative degli istituti di credito nel segmento delle carte contactless. A fine novembre, in collaborazione con Mastercard e Cartasì, Cariparma ha lanciato una carta prepagata “adesiva”, che può essere applicata a un qualsiasi telefono cellulare e funziona in modalità contactless. In un mese e mezzo, la banca del gruppo Crédit Agricole ne ha già distribuite 4.000. Le nuove contactless di Banca Sella saranno disponibili da aprile, come le carte di credito di Unicredit (la prepagata è disponibile da maggio 2013). E ci sono istituti che ormai emettono solo carte abilitato ai pagamenti “veloci”, come Intesa Sanpaolo. Bancoposta ne ha già messe in circolazione 800 mila, Bper oltre 400 mila, Bnl circa 200 mila, Banca Marche altre 36 mila. Mps, Creval e altri istituti stanno progressivamente rinnovando la rispettiva gamma di offerta sulle carte, sostituendole con i nuovi pezzi. Le caratteristiche di base sono identiche: per importi fino a 25 euro non serve digitare il pin o firmare lo scontrino, oltre sì.

Smartphone Ma è soprattutto sui display degli smartphone che si gioca il destino dei pagamenti “senza contatto”. La maggior parte degli operatori ha scommesso [...]

Italia ancora in contanti:
solo il 15% delle operazioni non è cash

Da CorrierEconomia del 17 marzo 2014, pag. 30
 
Nella classifica dei Paesi che non usano il contante, l'Italia è al 22esimo posto, dopo Polonia, Giappone e Brasile. Seguono, a breve distanza, Cina, Grecia e Russia. In media, nel 2011, gli Italiani hanno effettuato solo 50 transazioni pro capite online o tramite carta, il 50% in meno degli spagnoli e un ottavo rispetto ai finlandesi, che con 400 operazioni l'anno, guidano, davanti agli Stati Uniti, la classifica stilata nel Capgemini World Payments Report 2013. Nonostante l'elevata diffusione in Italia di carte di debito e credito, infatti, spiegano gli esperti di Abi Lab - il centro di ricerche e innovazione dell'Associazione bancaria italiana - il loro impiego è ancora ridotto: per lo più le carte vengono utilizzate per operazioni di prelievo e solo il 15% dei pagamenti avviene utilizzando la moneta elettronica. 
A livello globale, invece, i volumi delle transazioni non cash sono in costante e rapida espansione: nel 2012 le operazioni senza denaro contante hanno toccato i 333 miliardi di dollari, l'8,5% in più rispetto all'anno precedente. La spinta proviene soprattutto da Europa Centrale, Medio Oriente, Africa e Paesi asiatici emergenti, con una aumento superiore al 20%, mentre l'America Latina mostra un progresso del 14,4%. Le economie più sviluppate di Europa, Nord America e Asia assorbono da sole quasi il 77% dei volumi globali e mostrano, inevitabilmente, una crescita più modesta. Le maggiori potenzialità di sviluppo riguardano, in ogni caso, i pagamenti online e via cellulare.

Stime Secondo le stime, nel 2014 potrebbero crescere rispettivamente del 18,1% e del 58,1%, raggiungendo un volume complessivo di 63,7 miliardi di operazioni. Anche i Paesi emergenti leggono nel mobile payment una grande opportunità per facilitare l'accesso alle transazioni finanziarie da parte di un'ampia fetta della popolazione, che oggi ne è esclusa. Non a caso, anche nelle regioni in via di sviluppo, sono stati effettuati notevoli investimenti sulle reti di telefonia mobile, favorendo la diffusione dei pagamenti via smartphone, l’utilizzo di Internet e la pratica del commercio elettronico. Su scala internazionale, [...]

Bus e parcheggi i posti ideali

Da CorrierEconomia del 17 marzo 2014, pag. 30

L'80% di chi l'ha provato lo ritiene uno strumento veloce, sicuro e affidabile. Comodo per pagare i mezzi di trasporto, la sosta nei parcheggi e il rifornimento di benzina, dice il 40% degli intervistati. È quanto emerge da una ricerca elaborata da Lab#ID (il centro di trasferimento tecnologico sui sistemi Rfid della Liuc - Università Cattaneo) nell'ambito di Varese SmartCity, il progetto pilota realizzato con il contributo della locale Camera di commercio e Ubi Banca per lo studio della fattibilità tecnica e organizzativa di nuovi servizi basati sulla tecnologia contactless. Il 35% dei 59 cittadini coinvolti [...] Leggi tutto