mercoledì 2 luglio 2014

«Attenti, piano piano il Dragone si sta risvegliando»

Da CorrierEconomia del 30 giugno 2014, pag. 22

In 12 mesi l'indice Ftse Mib ha recuperato 48 punti percentuali. Ora i Btp decennali sono vicini ai minimi, sotto quota 2,9%, solo 30 punti base in più rispetto ai Treasury americani di pari durata, a lungo considerati (a torto) il porto sicuro per eccellenza. Dopo una volata così, forse vale la pena prendere fiato. Cercando di capire se il listino milanese e i titoli del Tesoro siano ancora da maglia rosa o condannati, invece, a cedere il passo e finire di nuovo nelle retrovie. «Gli investitori internazionali, americani e non solo, continueranno a comprare Italia perché ha tutti gli ingredienti per restare una bella storia d'investimento», spiega Massimiliano Cagliero, amministratore delegato di Banor, società nata lo scorso aprile con l'acquisizione di una partecipazione iniziale del 20% di Proxima Investments sicav da parte di Banknord. Valutazioni fondamentali ancora attraenti. Una ripresa in fase di consolidamento, sebbene fragile. Una ritrovata (relativa) stabilità politica. E un giovane primo ministro che, assicura Cagliero, piace Oltreoceano, è uscito rafforzato dalle elezioni europee e viene percepito da molti come l'ultima chance dell'Italia per imprimere una svolta al Paese e ripartire. Tutto questo mentre la Banca centrale europea pigia l'acceleratore sulle misure monetarie non convenzionali per riattivare i rubinetti del credito bancario. «Non vedo ragioni per una correzione significativa. Certo, lo spread può tornare ad allargarsi un po', ma senza attacchi di panico», chiarisce l'amministratore delegato che si dichiara relativamente positivo anche sulle azioni bancarie, soprattutto dei due maggiori istituti di credito, Intesa Sanpaolo e Unicredit: «Sono messi senza dubbio meglio di molte banche europee; restiamo un po' più cauti, invece, su Monte dei Paschi, Banco Popolare e Popolare di Milano. Non dimentichiamoci che le nuove regole imposte al sistema finanziario stanno cannibalizzando la redditività del comparto». Ci sono settori del mercato azionario che appaiono sopravvalutati. Come le mid cap americane, Cagliero non rivendica però una preferenza per l'Europa: l'America non è da vendere, dice, perché nonostante le valutazioni del principale listino statunitense, l'S&P500, siano tirate, si possono ancora trovare buone opportunità in comparti come l'energia, l'oil&gas. Sul lato dei listini emergenti [...] Leggi tutto