mercoledì 9 luglio 2014

Dalla Cina all'Europa: le rotte da seguire per navigare da qui a fine anno

Da CorrierEconomia del 7 luglio 2014, pag. 20
 
Al check-up di metà anno ci sono promossi e bocciati, anche tra i listini esteri. Spagna (+11%) e Portogallo (+8%) passano a pieni voti. Altri deludono un po', come Londra (+0,8%) e Francoforte (+3,6%). E qualcuno è rimandato a settembre, per esempio Tokyo: unico tra i maggiori Paesi sviluppati a chiudere il semestre con il segno meno (-0,3%). Le sorprese positive provengono soprattutto dai mercati emergenti. Da metà marzo, a livello aggregato, il paniere ha messo a segno una netta inversione di tendenza. «Alla base di questo giro di boa ci sono ragioni politiche, come nel caso dell'India, o fondamentali in miglioramento, ad esempio per il Sudafrica. Non dimentichiamoci, poi, che questi mercati arrivano da almeno tre anni di sotto-performance relative», sottolinea Giovanni Brambilla, amministratore delegato di Acomea sgr e gestore del fondo Paesi Emergenti. Ora il divario valutativo si è chiuso, almeno in parte. C'è ancora un po' di sconto, ma bisogna sapere come scovarlo. «Le valutazioni di India, Sud Africa, Indonesia e Filippine sono impegnative ormai. Continuiamo a essere positivi, invece, sulla Cina», aggiunge Brambilla. La scommessa è sulla capacità di Pechino di gestire la lunga fase di transizione evitando strappi violenti. Alcuni dati sembrano fotografare una stabilizzazione della crescita: l'indice Pmi manifatturiero calcolato da Hsbc, a giugno, è tornato poco sopra la soglia dei 50 punti, che separa l'espansione dalla contrazione economica, ai massimi degli ultimi 7 mesi. «Le valutazioni sono estremamente attraenti, scontano già le notizie negative», conclude l'amministratore delegato di Acomea, secondo cui i mercati emergenti, più in generale, potrebbero beneficiare della politica espansiva della Bce di Mario Draghi .
 
Europa Sul fronte opposto, la Bank of England si prepara invece a tirare i remi in barca. Due settimane fa, il governatore Mark Carney ha detto che i tassi potrebbero iniziare a salire prima di quanto il mercato si aspetti. «A soffrire saranno soprattutto i titoli sopravvalutati. Come quelli a media capitalizzazione quotati a Londra», avverte Michele Patrì, gestore azionario di AllianceBernstein. In alcune aree, del resto, le piazze europee sono ancora attraversate da un brivido euforico [...] Leggi tutto

Consulenza a pagamento: è qui il nuovo fronte di battaglia

Da CorrierEconomia del 7 luglio 2014, pag. 26
 
Cala il rapporto tra costi operativi e margine d'intermediazione, risultato degli sforzi compiuti da molti istituti per migliorare l'efficienza del servizio. E cresce la redditività del private banking, in aumento costante dal 2009. Ma se questa rimane concentrata nelle gestioni patrimoniali e nei fondi d'investimento, che da soli valgono il 55% di quanto incassano le banche private, la composizione dei ricavi è destinata a cambiare. 
 
La ricerca Secondo un'indagine condotta sull'orientamento delle direzioni private dall'Aipb, l'associazione di categoria, nei prossimi due anni perderanno peso l'attività bancaria tradizionale, che scivolerà dal 12,4% al 9% e l'intermediazione mobiliare, prevista in calo dal 16,7% al 12,1%. Nell'arco dei prossimi 24 mesi, anche le attività core del servizio, fondi e gestioni, subiranno una leggera flessione cedendo qualche punto a favore di altri segmenti di business. E' in crescita, ad esempio, il comparto assicurativo, che nelle aspettative delle direzioni private salirà dallo 0,8% al 2%.Nuovi modelliMa le maggiori aspettative degli operatori sono riposte altrove: per i dirigenti delle strutture dedicate alla clientela di fascia alta, infatti, il peso dei ricavi prodotti dalla consulenza a pagamento sulla redditività complessiva dovrebbe quadruplicare, salendo dal 3,3% al 12,5%. «Se è vero che una prima spinta al servizio è stata data dalla normativa, le analisi sul segmento ci dicono che c'è spazio e interesse da parte dei clienti - spiega Bruno Zanaboni, segretario generale dell'Aipb -. Oltre a chi desidera solo un servizio di base c'è anche chi è interessato a un modello di private banking caratterizzato da maggior complessità organizzativa, basato ad esempio sulla gestione totale del patrimonio del cliente, compresa la parte immobiliare e quella affidata ai competitor, con un advisory board che affianchi il banker. Questi clienti sono quelli disposti a fornire anche buona parte [...] Leggi tutto