giovedì 24 luglio 2014

Tassi al giro di boa già entro l'anno
Attraenti gli high yield, ma state corti

Da CorrierEconomia del 21 luglio 2014, pag. 21

Vietato abbassare la guardia sul rischio tassi. Negli ultimi sei mesi, il calo dei rendimenti sui titoli del Tesoro americano ha colto di sorpresa gran parte degli operatori. Ma con l'approssimarsi della fine del programma di allentamento monetario targato Federal Reserve, subito dopo l'estate, gli investitori inizieranno a focalizzarsi sulla successiva tappa della normalizzazione monetaria, ovvero la risalita dei tassi di riferimento. In Inghilterra potrebbe accadere entro il 2014. Negli Usa alcuni mesi dopo. Il giro di boa, sempre più vicino, mette in pericolo molti segmenti dell'universo obbligazionario.Ciò che oggi fa meno paura nel reddito fisso, invece, è il rischio di credito. «Storicamente il tasso di fallimento nel settore high yield è attorno al 4%. Negli ultimi quattro anni è sceso sotto il 2% e ci aspettiamo che possa rimanere a questi livelli per almeno altri due anni», dichiara Dan Doyle, gestore del fondo Us short duration high yield per Neuberger Berman. Il dato riflette la vivace attività di rifinanziamento del debito osservata nell'ultimo lustro, all'interno dell'universo speculativo. Basti pensare che a questo settore è riconducibile il 57% dei titoli emessi lo scorso anno. Ecco perché nei prossimi 24 mesi solo 120 miliardi di dollari, tra prestiti e bond high yield, andranno a scadenza, pari ad un quarto delle nuove emissioni di un anno, e il 50% dei titoli americani di qualità inferiore all'investment grade verrà rimborsato solo dopo il 2020.«L'attuale ciclo creditizio durerà molto più del solito: otto-nove anni anziché i canonici tre-cinque. Siamo positivi sul rischio di credito, ragione per la quale sovrappesiamo le emissioni CCC e sottopesiamo i bond con rating BB o superiore», spiega Doyle. Non a caso, questi ultimi sono anche i più sensibili alla futura risalita dei tassi. Come trovare un compromesso virtuoso tra i due fattori di rischio, uno relativamente meno pressante in questa fase (credito), l'altro sempre più incombente (tassi)? Una delle possibili soluzione è quella dei bond high yield di breve durata: sono meno esposti al futuro cambio di rotta dei banchieri centrali e mostrano in media una volatilità inferiore del 27% rispetto all?universo high yield. Offrono però cedole meno generose. «Il rendimento [...] Leggi tutto

Uno scudo di bond convertibili per salire sull'ottovolante della volatilità

Da CorrierEconomia del 21 luglio 2014, pag. 21

Scommettere sulle azioni, accettando il rischio di salire sull'otto volante della volatilità. Oppure rimanere insabbiati in un reddito fisso divenuto ormai caro, a tratti carissimo, con rendimenti vicini ai minimi e prospettive di risalita dei tassi in avvicinamento nel Regno Unito e, a seguire, negli Stati Uniti? Uno dei classici dilemmi dell'investitore si può risolvere a metà strada, scegliendo i bond convertibili: una soluzione ibrida che offre un profilo di rischio asimmetrico, adatto a chi non è pronto per un posizionamento più aggressivo sui mercati azionari, ma vuole cominciare a ruotare il portafoglio verso le Borse, a caccia di migliori rendimenti.

Negli ultimi 20 anni, infatti, le convertibili hanno saputo catturare tre quarti dei guadagni realizzati dalle borse nelle fasi rialziste (77%), limitando al 66% la partecipazione alle perdite, durante i trend ribassisti. «Oggi nei portafogli di molti investitori c'è troppo reddito fisso, nonostante i rischi siano focalizzati proprio nell'universo obbligazionario», avverte Nathalia Barazal, responsabile convertible bond di Lombard Odier. Il giro di boa delle banche centrali inglese e americana sul fronte della politica monetaria si avvicina. E sebbene la necessità di un futuro aumento dei tassi sia nota quanto inevitabile, non vi è alcuna certezza su come reagiranno i mercati durante il cambio di rotta. Vale la pena ricordare che, storicamente, i bond convertibili hanno reso meglio di azioni e obbligazioni di fronte a un irrigidimento delle politiche monetarie. «Alcune analisi dimostrano che inserendo una componente di bond convertibili all'interno di un portafoglio bilanciato, si ottiene una performance più elevata, nel medio termine, riducendo nel contempo la volatilità», annota il gestore. In questa fase, Barazal privilegia i titoli che [...] Leggi tutto