lunedì 22 settembre 2014

Il business della trasparenza

Da CorrierEconomia del 15 settembre 2014, pag. 26
 
Forse è soprattutto una sfida tecnologica quella a cui sono chiamati banche e intermediari finanziari in vista della Mifid II. Per adeguarsi alla nuova normativa, approvata dal Parlamento europeo lo scorso 15 aprile con l'obiettivo di aggiornare la Markets in Financial Instruments Directive del 2004 e favorire un'evoluzione dei mercati finanziari verso una maggiore trasparenza, a beneficio degli investitori, gli operatori hanno due anni di tempo. Ma gli intermediari più agguerriti, a cominciare dalle banche Private, giocheranno d'anticipo. Con l'intento di trasformare un obbligo di adeguamento normativo in opportunità di business.

"Tra le novità della Direttiva, c'è l'estensione alle operazioni nel reddito fisso dell'obbligo di monitoraggio sulla “best execution” (migliori condizioni possibili di esecuzione per un singolo ordine ndr), in precedenza limitato all'universo azionario. Dal punto di vista tecnologico", spiega Deborah Traversa, direttore capital markets di Sia, società attiva nella progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici dedicati a istituzioni finanziarie, imprese e Pubblica Amministrazione, "gli operarori dovranno dotarsi di uno strumento applicativo capace di analizzare l'intera operatività e dimostrare il rispetto dei criteri di best execution per ogni singola transazione, anche quando si tratta di bond". Una novità rilevante a tutela dell'investitore, essendo l'universo obbligazionario terreno privilegiato di operazioni Over the counter (Otc), condotte cioè al di fuori dei mercati regolamentati e quindi, inevitabilmente, più opache.

Vale la pena ricordare che il concetto di best execution esprime la qualità di esecuzione [...]