venerdì 10 ottobre 2014

Idee - Tassi (quasi) invisibili
Così investono i Paperoni

Da CorrierEconomia del 6 ottobre 2014, pag. VII

Banker alle prese con il tasso zero. Le pressioni deflattive che sfiancano la crescita in Europa e la reazione ultra-espansiva della Banca centrale europea per rivitalizzare le aspettative sull'andamento dei prezzi al consumo hanno compresso i rendimenti obbligazionari, complicando la vita ai gestori di portafogli. Se solo un anno fa i Btp a 10 anni rendevano il 4,5% (in termini nominali, con un'inflazione che viaggiava allo 0,7% su base annua) oggi sono al 2,3% (qui valore nominale e reale pressoché coincidono). E sulle scadenze più brevi c'è davvero poco valore, se si considera che fino ai cinque anni i nostri titoli di Stato rendono meno dell'1%. Come si risolve il dilemma dell'investitore, che non vorrebbe fare rinunce sul piano dei guadagni ma senza stravolgere la propria esposizione al rischio? La verità è che in uno scenario drogato dalla liquidità in eccesso, valutazioni tirate in molti segmenti e a sconto solo se ci sono ottime ragioni perché i prezzi siano stracciati, è difficile trovare idee forti. Bisogna lavorare sulle sfumature. Ma le ricette degli operatori non sempre coincidono. Andrea Rotti, direttore investimenti gestioni patrimoniali di Ersel non gira troppo attorno alla questione: “L'investitore che non vuole rinunciare a un dato livello di redditività dovrà accettare un incremento di volatilità. La maggiore rischiosità dei portafogli, però, [...]

Consulenza - Quanto vale un consiglio d'autore

Da CorrierEconomia del 6 ottobre 2014, pag. IX

La consulenza a parcella vale ancora poche briciole nell'industria del private banking. Ma dov'è partito, il servizio sta cannibalizzando masse crescenti, a scapito della “vecchia” consulenza tradizionale: gratuita all'apparenza, ben remunerata invece (sebbene indirettamente) tramite la retrocessione alle reti distributive di parte delle commissioni sui prodotti. “Nei primi sei mesi, la nostra consulenza a parcella, dedicata ai clienti con portafogli sopra i 250 mila euro, è cresciuta del 31,4%, un ritmo quasi quattro volte superiore rispetto al patrimonio totale gestito e amministrato (+8,2%)”, racconta Carlo Giausa, direttore servizi di investimento e wealth management di FinecoBank. È più facile mettere il turbo quando si parte da numeri piccoli. Ma la tendenza è netta e la stessa Aipb ipotizza che il peso del servizio a pagamento sui ricavi dell'industria sia destinato a quadruplicare nei prossimi due anni, passando dal 3,3% al 12,5%. “Già oggi il 20% della nostra clientela ha scelto questo modello”, rivendica Stefano Piantelli, direttore commerciale di Banca Intermobiliare. Lo spazio di crescita è enorme e dovrebbe favorire una valorizzazione della pura consulenza rispetto all'attività di vendita dei prodotti, risolvendo [...]

Il punto

Da CorrierEconomia del 6 ottobre 2014. pag. IX

Nel menu delle banche private, il gestito sta via via guadagnando spazio rispetto alla raccolta amministrata. Ma c'è un settore che registra un vero e proprio boom, quello assicurativo. “Negli ultimi due anni, la crescita del comparto è stata impressionante”, chiosa Claudio Garzetti, responsabile Direzione Private di Creval. “Per quanto ci riguarda, ad esempio, rispetto a un obiettivo di raccolta di 80 milioni di euro per il 2014, siamo già a quota 120 milioni”. In parte, è l'effetto dei recenti interventi sul regime fiscale: gli strumenti assicurativi, infatti, sono esenti dal bollo sul deposito titoli, che grava invece sulla quasi totalità dei prodotti finanziari, nella misura del 2 per mille su base annua. [...]

Scelte alternative - dagli immobili all'energia

Da CorrierEconomia del 6 ottobre 2014, pag. VII

In passato hanno deluso. Offrendo rendimenti non sempre il linea con le aspettative. Ma potrebbero essere utili in questa fase di mercato, verso un'inversione di rotta sul fronte tassi in Usa e Uk, un possibile aumento della volatilità e con valutazioni non particolarmente attraenti nell'universo azionario. “Gli strumenti alternativi hanno una bassa correlazione con le classi di attività tradizionali, una volatilità contenuta, indipendentemente dalla direzionalità dei mercati e oggi”, ricorda Caterina Giuggioli, responsabile commerciale di Kairos Julius Baer Sim, “sono disponibili anche in formato Ucits, con vantaggi in tema di trasparenza, liquidità e accessibilità”. Le opportunità di rendimento crescono, però, a mano a mano che ci si sposta verso strumenti illiquidi, decisamente inadatti (oltreché inaccessibili) a portafogli retail. “Tramite fondi di private equity specializzati nei distressed asset (letteralmente asset sotto stress ndr), si possono ottenere rendimenti nell'ordine del 14-15% l'anno. [...]