mercoledì 11 febbraio 2015

Piazza Affari può battere Wall Street di 15 punti

Da CorrierEconomia del 9 febbraio 2015, pag. 25
 
Archiviato il 2014 con un deludente segno meno, a gennaio Piazza Affari ha messo il turbo, più 9%. Il 2015 sarà l'anno del riscatto? “La Borsa Italiana può battere la performance di Wall Street di 15 o 20 punti percentuali. A tre condizioni”, precisa Luca Riboldi, direttore investimenti di Banor Sim: “Euro debole fino a dicembre, sotto 1,20 contro il biglietto verde. Greggio a prezzi inferiori ai 60 dollari al barile tutto l'anno. E nessuna battuta d'arresto al passo lento ma progressivo delle riforme”. Alcuni titoli hanno già corso molto, soprattutto chi fa profitti in dollari. In un solo mese, nomi come Moncler, Salvatore Ferragamo e Luxottica hanno guadagnato tra il 15 e il 30%. I multipli di Borsa hanno già anticipato l'effetto del biglietto verde sugli utili. Resta invece ancora da giocare il tema della ripresa domestica. A gennaio l'indice Pmi composto dell'Italia, che esprime la fiducia dei responsabili degli acquisti nel settore manifatturiero e dei servizi, è salito a 51,2 punti dai 49,4 di dicembre: sopra la soglia dei 50 punti che separa la contrazione dall'espansione del ciclo. Le ultime stime di Bankitalia sulla crescita del pil nel 2015 sono dello 0,4%. Per la Commissione europea sarà lo 0,6%. “Potrebbe essere anche più elevata: 0,7% o 0,8%. Per la prima volta da qualche anno a questa parte, siamo più ottimisti del consensus”, ricorda il direttore degli investimenti di Banor Sim, convinto che le migliori opportunità si possano cercare in quattro settori: banche, media, turismo e real estate.

La bozza trasmessa dalla Banca centrale europea a inizio anno, con la richiesta alle banche d'innalzare ulteriormente i coefficienti patrimoniali ai requisiti minimi fissati ad hoc per ciascun istituto, ha destato qualche preoccupazione. Rendimenti schiacciati ai minimi sui titoli di Stato probabilmente faranno dimagrire gli utili legati all'attività di trading. “Ma se l'economia dovesse compiere il giro di boa, come crediamo, le sofferenze bancarie inizierebbero a scendere, aprendo la strada ad un aumento degli impieghi”, osserva Riboldi, secondo cui un altro cavallo su cui puntare sono i media: dai livelli del 2007-8, la raccolta pubblicitaria ha [...]

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