venerdì 20 marzo 2015

Bond - La caccia all'high yield diventa meno pericolosa

Da CorrierEconomia del 16 marzo 2015, pag. 35
 
"Nei prossimi 12 mesi, il 15% degli emittenti high yield europei sarà promosso dall’universo speculativo a quello di migliore qualità, l’investment grade". Per Iain Stealey, head of global aggregate strategies di jp-Morgan am, è soltanto una delle ragioni per essere ottimisti sulle obbligazioni ad alto rendimento del Vecchio Continente. L’euro debole rende più competitive le aziende vocate all’export. Il crollo delle quotazioni petrolifere ridà fiato all’economia dei Paesi importatori. Diversi indicatori macroeconomici segnalano un consolidamento della ripresa e il programma di allentamento monetario potrebbe favorire la riattivazione del credito. Non stupisce perciò che gli investitori internazionali stiano riposizionandosi proprio sugli High yield europei.

Qualcuno fa notare però che rendimenti vicini al 3,5% sono troppo magri per essere definiti “High yield”, ma vanno, contesta Stealey, confrontati con tassi a zero. I bond Usa ad alto rendimento pagano di più circa il 6%.Ma è sbagliato metterli a confronto con gli emittenti europei, il rating medio del paniere americano, infatti è B, inferiore a quello europeo, giudicato BB. La durata finanziaria è più elevata, quattro anni. E il settore energetico, il più penalizzato dal tracollo del greggio, ha un peso elevato negli States (15%) mentre vale meno di un punto in Europa. “Tra i bond speculativi a stelle e strisce preferiamo comunque pescare fuori dall'energy. Da un lato, perché quest'ultimo è troppo influenzato dall'andamento del petrolio. Dall'altro, perché la correzione di fine 2014 ha colpito ingiustamente anche i settori che al contrario beneficeranno della tendenza ribassista sull'oro nero”. Nel frattempo, si osserva un marginale deterioramento nella qualità del credito. Ma i tassi di fallimento dovrebbero rimanere sotto controllo. Tra il 2015 e il 2016, calcola Stealey, gli emittenti americani dovranno rifinanziare debito per circa 135 miliardi di dollari. “È un obiettivo ampiamente alla portata se si pensa che nei primi due mesi dell'anno le nuove emissioni hanno superato i 50 miliardi”. [...]

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