martedì 24 marzo 2015

Fondi, Asia e Zio Sam sugli scudi
E c’è chi ha doppiato il mercato

Da CorrierEconomia del 23 marzo 2015 - Leggi tutto

È ancora è Wall Street la regina indiscussa dei mercati azionari. Negli ultimi 12 mesi, l’indice Russell 1000, rappresentativo delle società americane a maggiore capitalizzazione, ha guadagnato il 36%, superando gli ottimi risultati conseguiti nei quattro anni precedenti. Molto bene è andata anche l’Asia ex-Japan, +31%, seguita da azioni globali, +28%, mercati emergenti, +26% ed Europa, 17%. L’Italia ha chiuso la classifica nelle retrovie, con un guadagno del 7,5%, maturato in buona parte nei primi mesi del 2015.

Non sempre, però, i gestori sono stati all’altezza delle performance di mercato. A cominciare da quelli americani. Basti pensare che due dei tre fondi finalisti ai Morningstar Awards 2015 nella categoria azionari Usa sono Etf: iShare Dow Jones Us select dividend ucits e iShares S&P500 ucits, entrambi commercializzati da Black Rock. Su tre e cinque anni, i due prodotti a replica passiva hanno offerto rendimenti in linea con il Russel 1000, su 12 mesi il primo dei due ha guadagnato circa tre punti percentuali in più. Il terzo candidato alla nomina di miglior fondo di categoria è il Legg Mason Clear-Bridge US aggressive growth fund: supera il benchmark su tre e cinque anni ma è sotto di quattro punti percentuali se si prende in esame un orizzonte di 12 mesi.

Mondo Analogamente, tra gli azionari internazionali, uno dei tre finalisti è un etf, iShares Core Msci world ucits. Gli altri due, Robeco Sam sustainable healthy living fund e UniFavorit equity hanno superato il paniere di riferimento nell’ultimo anno ma sulla lunga distanza non sono stati capaci di battere l’Msci world sistematicamente. Nelle altre categorie, i fondi che hanno ottenuto la nomination, hanno sovraperformato l’indice in ogni periodo considerato, uno, tre e cinque anni. Vale la pena ricordare che i tre finalisti di ogni gruppo sono selezionati da Morningstar con una metodologia che enfatizza i rendimenti realizzati nell’ultimo anno ma tiene conto anche della continuità nel consegnare buoni rendimenti nel tempo e del fatto che il gestore non abbia mai assunto rischi ingiustificati. I money manager più bravi, in ogni caso, sono quelli asiatici. In 12 mesi, ad esempio [...] Leggi tutto

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