mercoledì 4 marzo 2015

Piazza Affari, arriva il clone col Nobel

Da CorrierEconomia del 2 marzo 2015, pag. 29 - Leggi tutto

Sono nati negli Stati Uniti una decina di anni fa. E ancora relativamente poco diffusi, se paragonati al ben più vasto universo dei replicanti tradizionali. Ma è soprattutto di loro che si parla negli ultimi mesi, tra nuovi prodotti, sempre più sofisticati e tassi di crescita galoppante. Secondo una ricerca realizzata da Morningstar in collaborazione con State Street Global Advisors, nel 2004 gli Etf intelligenti - detti anche smart o advanced beta - valevano poco meno di due miliardi di euro e oggi gestiscono asset per circa 73 miliardi in Europa. A differenza dei cloni tradizionali, nati per la replica passiva di un indice, gli smart beta incorporano elementi di strategia attiva. Alcuni sono studiati per ridurre la volatilità. Altri riflettono l'andamento di indici basati su modelli quantitativi, con l'obiettivo di selezionare in automatico i titoli di migliore qualità o più a buon mercato, all'interno di un dato universo investibile. Ed è qui che si concentra oggi l'innovazione di prodotto. L'ultimo approdato in Borsa porta il nome di un Premio Nobel: si chiama Ossiam Shiller Barclays CAPE Europe Sector Value ed è il primo Etf al mondo basato sugli indici realizzati da Barclays in collaborazione con il professore americano Robert Shiller, insignito del Nobel per l'Economia; utilizzano il [...] Leggi tutto

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