venerdì 3 aprile 2015

I piani sul futuro? Troppo corti e non si investe abbastanza

Da CorrierEconomia del 30 marzo 2015, pag. 26 - Leggi tutto

Gli italiani non sono attrezzati per far fronte alle necessità future. Uno su due non sa quantificare le risorse di cui avrà bisogno per realizzare i propri progetti. E otto su dieci, conti alla mano, decidono di aumentare la propensione al risparmio. É quanto emerge dalla ricerca Io Futuro di Ubi Pramerica, presentata lo scorso 26 marzo in occasione del Salone del Risparmio. Intervistando un campione rappresentativo di 1.001 italiani, composto da uomini e donne di età compresa tra 30 e 65 anni, con un reddito netto mensile superiore ai 3.000 euro a livello di nucleo familiare, la società guidata da Andrea Pennacchia ha voluto esplorare la capacità di programmare il domani, nella popolazione di riferimento. E i risultati sono, a dire il vero, poco incoraggianti. É vero, il 95% del campione dichiara di pensare al proprio futuro e lo associa a sensazioni positive, ma sei intervistati su dieci lo inquadrano in una prospettiva troppo breve, inferiore ai dieci anni. Del resto, pianificare risulta complicato, sia a causa delle incertezze legate al contesto economico e sociale (61,8%), sia per le difficoltà di calibrare opportunamente decisioni economiche che devono essere prese oggi ma avranno effetto solo a lunga distanza (52,4%). E i progetti più difficili da mettere a fuoco sono inevitabilmente quelli più lontani.

Priorità Questo non impedisce agli intervistati di porsi obiettivi importanti. Due sono le priorità: mantenere gli attuali standard di vita (58,6%) e supportare i figli (59,2%), garantendo loro i migliori livelli di educazione, una casa e un'adeguata cura della salute. Viene inoltre riconosciuta [...] Leggi tutto

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