giovedì 23 aprile 2015

Wall Street - il Genoma e quella cavalcata del 420%

Da CorrierEcoonomia del 20 aprile 2015, pag. 42 - LEGGI 

Il biotech è ormai più che una nuova frontiera per la cura di malattie come l'Alzheimer, il diabete o il cancro. Secondo le stime di J. Lamarck, nel 2016 questi farmaci raggiungeranno il 17% della spesa globale per medicinali. Entro il 2020, i ricavi delle aziende biotecnologie saliranno da 130 miliardi di dollari - il 13% di quanto fattura l'industria farmaceutica oggi - a circa 600 miliardi. La biotecnologia può essere anche un tema interessante su cui investire? 
Senza dubbio lo è stato negli ultimi 15 anni. A partire dalla mappatura del genoma umano, nel 2000, l'indice Nasdaq Biotech ha guadagnato il 420%, tre volte e mezzo la performance delle azioni globali rappresentate dall'Msci world (122%). In mezzo ci sono stati molto saliscendi. Anche violenti, soprattutto all'inizio, con lo scoppio della bolla tecnologica, che ha travolto tutto il mondo tech, compreso quello bio. E proprio a quelle vicende guardano con timore gli investitori, preoccupati che il rally delle aziende di questo settore nasconda una nuova bolla, pronta a esplodere. “Non è così. Siamo ben lontani dai livelli valutativi del 2000, quando il rapporto prezzo utili superò quota 120x. Oggi è a 40,4x poco al di sopra della media storica di 33,1x, calcolata per altro escludendo il periodo di bolla”, precisa Stefano Reali, gestore azionario del gruppo Pharus. A questi valori, comunque, non si può dire che il biotech sia a buon mercato, visto che l'S&P500 scambia a multipli di 17,5 volte gli utili. “É vero, ma le sette società biotecnologiche più capitalizzate, che da sole valgono il 70% dell'indice di riferimento, hanno una valutazione media attorno a 21x”, chiarisce Reali. Secondo cui, in ogni caso, le valutazioni più elevate sono giustificate da prospettive di crescita nettamente superiori: gli utili del paniere americano, spiega il gestore, crescono del 5-10% l'anno, quelli del biotech a ritmi del 30/40%. E c'è un altro fattore da considerare. Recentemente i tempi di approvazione di nuovi farmaci da parte della Food and Drug Administration americana (Fda) si sono ridotti drasticamente: da [...] leggi tutto

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