venerdì 29 maggio 2015

Borse, Europa meglio dello Zio Sam.
Ma solo se la crescita non farà scherzi

Da CorrierEconomia del 25 maggio 2015, pag. 26  - LEGGI

Europa e Usa resteranno i punti focali dell’investimento azionario nel 2015. E il tema che ha dominato i primi mesi dell’anno — la traiettoria convergente della crescita sulle due sponde dell’Atlantico, con il Vecchio Continente in accelerazione e la locomotiva americana che perde grinta — sarà un’utile chiave di lettura anche nei mesi a venire. «Per le azioni il quadro rimane nel complesso positivo ma i maggiori catalizzatori di performance si concentrano in Europa», chiosa Maria Paola Toschi, market strategist di JP Morgan am: il mix taumaturgico rappresentato da tassi ai minimi, liquidità sovrabbondante, euro debole, ritorno della fiducia e petrolio a sconto (un barile di greggio costa 62 dollari, il 40% in meno rispetto a un anno fa, nonostante il rimbalzo dai minimi di gennaio) pare non abbia ancora sprigionato interamente i propri effetti benefici sui listini.

Ripartenza Perché allora da metà aprile in avanti le Borse europee sembrano aver smarrito il sentiero rialzista? «Dopo il rally dei primi mesi, una correzione era fisiologica. Il consolidamento della ripresa europea e il recupero delle quotazioni petrolifere hanno fatto rientrare il rischio deflazione, alimentando il sospetto che la Bce potesse chiudere prematuramente il capitolo del quantitative easing».

La riposta di Mario Draghi non si è fatta attendere: in un recente discorso tenuto al Fondo monetario internazionale davanti alla direttrice Christine Lagarde, il presidente della Bce ha detto che il programma andrà avanti fino alla fine, rassicurando molti investitori. «Questo chiarimento — auspica la strategist di JP Morgan am — potrebbe rappresentare una buona base per la ripartenza dei mercati europei. Dopo anni di continue delusioni, però, è necessario che arrivino conferme dai numeri delle aziende». Secondo una ricerca di StarMine (Thomson Reuters), dopo che oltre i quattro quinti delle società quotate nello Stoxx Europe 600 hanno già pubblicato i risultati del primo quarto d’anno, il 61% ha rispettato o battuto le previsioni. É il trimestre più robusto da quattro anni a questa parte.

Molti analisti ritengono che il miglioramento del [...] Leggi tutto

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