domenica 31 maggio 2015

I Btp hanno reso molto. Adesso è l'ora dei bond Usa

Da CorrierEconomia del 25 maggio 2015, pag. 25
 
La fiammata improvvisa sui governativi tedeschi ha dato la misura di quanto possa aumentare , nei mesi a venire, la volatilità del reddito fisso. Nonostante la correzione, il bund a 10 anni rende solo 60 punti base e i Btp di pari durata meno del 2%. “Comprammo titoli del Tesoro italiano a gennaio del 2014 (quando il decennale era vicino al 4%), per poi chiudere le posizioni tra agosto e l’autunno dello stesso anno. E’ difficile oggi trovare emissioni attraenti nella zona euro: i rendimenti sono davvero modesti a fronte di rischi elevati. L’economia del Vecchio Continente, del resto, è molto più sana di quanto si pensi. Non a caso, la durata finanziaria della componente europea nel nostro portafoglio è nulla”, dichiara Richard Woolnough, gestore del fondo M&G Optional income. La ricerca di valore, spiega, conduce tra i segmenti che hanno già scontato, almeno in parte, l’inizio del ciclo rialzista dei tassi: negli Stati Uniti e nel Regno Unito.
“La Federal Reserve dovrà intervenire presto, non può procrastinare ulteriormente la stretta monetaria: deve agire prima che prenda forma la crescita dei salari, tenendo presente che ci vogliono 18 – 24 mesi affinchè l’azione della banca centrale produca gli stessi effetti desiderati.”

“In questo quadro, il segmento più interessante è quello dei corporate bond americani a lunghissima scadenza, fino a 30 anni. Ci sono emissioni con spread paragonabili a quelli del 2007/8” chiarisce il gestore, dichiarando una preferenza per l’universo investment grade, di buona qualità. Dopo lo scivolone dello scorso anno, infatti, le obbligazioni high yield americane sono tornate ai massimi. Qui occorre ricordare che il 15% dell’indice di riferimento è strettamente legato all’andamento delle quotazioni petrolifere. Secondo Woolnough, c’è ancora troppa incertezza sul prezzo del greggio, “preferisco comprare bond di società le cui sorti dipendono dal management piuttosto che pescare tra i titoli ostaggio delle decisioni dell’Arabia Saudita sul prezzo del greggio”. Tra i Bond dei paesi emergenti [...] A volte conviene accettare l’idea che il rendimento sia meno attraente di quanto si vorrebbe.

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