sabato 4 luglio 2015

Metti in portafoglio la scommessa
dell'auto elettrica

Da CorrierEconomia del 29 giugno 2015, pag. 22
 
“Entro il 2030, non avrà più alcun senso, dal punto di vista finanziario, acquistare un'auto con motore a benzina. A quel punto i segmenti di mercato top di gamma e quelli intermedi saranno già passati in larga parte a un veicolo elettrico”. È la previsione di Tony Seba, imprenditore e docente presso la Stanford University, dove tiene un corso in “Energia pulita, mercato e opportunità d'investimento”. L'investitore sintetizza il tema con una domanda più secca: vale la pena scommettere su questo trend, oggi? “Secondo noi la risposta è si: la tecnologica ha fatto passi da gigante in questi ultimi anni: oggi le batterie dei veicoli elettrici hanno un'autonomia di 100-130 km. 15 modelli sono già commercializzati in Europa e il numero è destinato a quadruplicare nei prossimi due anni”, spiega Massimo Baggiani, responsabile mercati azionari internazionali di Symphonia sgr e gestore del comparto Electric vehicles revolution, appena lanciato da Symphonia Lux sicav. Baggiani scommette sugli effetti di un potenziale circolo virtuoso: l'aumento delle vendite alimenterà nuovi investimenti nella ricerca e sviluppo, rendendo disponibili tecnologie più efficienti e performanti, a costi inferiori per il consumatore. Senza dimenticare il crescente supporto di governi e opinione pubblica a favore di tecnologie meno inquinanti. Nel libro “Clean Disruption”, Seba dimostra, numeri alla mano, come i motori elettrici siano destinati in poco più di un decennio a prendere il sopravvento nell'industria automobilistica: “Basti pensare che il costo di una batteria al litio scenderà dai 500 dollari per kwh del 2014 ai 73 dollari del 2025 – calcola Seba -. Questo porterà il costo di un'auto elettrica con un'autonomia di almeno 200 miglia a circa 15.000 dollari. Meno della metà di quanto è costata un'auto nuova negli Stati uniti, in media, nel 2013”.

Se i tempi dello sviluppo tecnologico sembrano quasi maturi, rimane il dubbio che non lo siano quelli dei mercati: esiste un universo sufficientemente ampio e diversificato di aziende quotate che permettano di cavalcare il mega trend? Il portafoglio del fondo di Symphonia sgr investe in una sessantina di titoli, di settori differenti: non solo automobili (Renault-Nissan, Volkswagen, Bmw, Daimler tra gli altri) ma anche energie rinnovabili, produttori di batterie - Samsung Sdi, Panasonic, LG Chem – anodi, catodi e componentistica di vario genere. C'è anche Google, pronta ai test su strada per il suo prototipo di auto elettrica che si guida da sola. Qualcuno potrebbe storcere il naso pensando che in un paniere così, l'auto elettrica rappresenti solo un piccolo ingrediente e si finiscano per comprare anche o soprattutto auto (a benzina o diesel), televisori e pubblicità online. “Le società che permettono un investimento “puro” sono poche – ricorda Baggiani -. Questo è un portafoglio azionario diversificato, con un'opzione su un settore che ha eccezionali potenzialità di sviluppo e pagata a buon mercato”.

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