martedì 29 settembre 2015

Il club degli ottanta fondi quotati

Da CorrierEconomia del 21 settembre 2015 - LEGGI

Il collaudo è stato faticoso. I tempi più lunghi di quanto previsto dagli addetti ai lavori. Ma intanto il treno dei fondi in Borsa è partito. Quattro società — Banca Finnat, Acomea, Pharus e Hypo Portfolio Selection — sono già operative a Piazza Affari, nel segmento dedicato, con 39 prodotti. Altri 15 operatori, tra società di gestione italiane, boutique e sicav estere (basate in Irlanda, Francia, Austria e Lussemburgo) sono pronte a salire a bordo con 80 fondi che, salvo sorprese, saranno ammessi alla negoziazione entro fine novembre. Dal 28 settembre si sono aggiunti alla lista tre prodotti di WoodPecker, società basata in Lussemburgo. A chi li acquista tramite listino uno sconto del 30% rispetto ai cosati applicati al retail con altri canali di distribuzione.

Numeri Secondo Corriere Economia, tra i primi a tagliare il traguardo nelle prossime settimane ci saranno Diaman sicav, Alessia sicav, European and Global Investments con i fondi Plurima, 8a+ sicav, Selectra Investments e poi Zenit Sgr (vedi tabella). «Ci aspetta un autunno caldo — racconta Silvia Bosoni, head of Etf Listing Italy presso Borsa Italiana —. Intanto, dallo sbarco dei primi fondi, avvenuto il 24 febbraio, a fine agosto, il segmento dedicato a quelli aperti ha raccolto 39 milioni». Numeri non entusiasmanti che vanno però inquadrati. Prima di tutto [...] Leggi tutto

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venerdì 25 settembre 2015

La City paga ancora il conto della frenata globale

Da CorrierEconomia del 21 settembre 2015, pag. 25
 
Sotto la bufera estiva, Londra ha sofferto più di altre piazze. La caduta del mese di agosto ha spinto l'indice Ftse 100 in territorio negativo rispetto alle quotazioni di inizio anno, con un distacco di quasi 10 punti percentuali da recuperare sul paniere europeo, l'Eurostoxx 50. Uno scivolone che non dovrebbe stupire, nonostante il Regno Unito abbia offerto risultati più robusti sul piano macro, a cominciare dalla crescita del pil, che molti economisti collocano tra il 2,4% e il 2,7% per il 2015: un punto netto in più sulle previsioni della zona euro. «L'Ftse è un indice più spiccatamente globale: tre quarti degli utili prodotti dalle 100 maggiori aziende quotate a Londra vengono macinati fuori dai confini nazionali», ricorda James McCann, economista per il Regno Unito e l'Europa di Standard Life Investments, che dichiara un posizionamento neutrale sulle azioni del Regno Unito. Si calcola che circa il 33% dei profitti realizzati dalle aziende del principale indice della Borsa inglese provengano dai mercati emergenti. Inevitabile che il listino londinese abbia pagato di più la fase di rallentamento in atto nei Paesi meno sviluppati. Altri due fattori giustificano la sottoperformance di Londra nel 2015 [...] Leggi

Arrivano i fondi di lungo corso

Da CorrierEconomia del 21 settembre 2015, pag.29
 
Tra gli addetti ai lavori se ne parla ancora poco. Eppure sta per aprirsi un nuovo mercato nell'industria del risparmio. Dal prossimo 9 dicembre, infatti, è applicabile il Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2015 sui fondi d?investimento europei a lungo termine, i cosiddetti Eltif, che, da quel momento, potranno essere autorizzati e commercializzati in tutti i Paesi dell'Ue. Si tratta di fondi chiusi istituiti con l'obiettivo di creare un canale alternativo a quello bancario per finanziare progetti a lungo termine, infrastrutture e piccole e medie imprese. Potranno investire in strumenti di partecipazione al capitale di rischio, strumenti di debito, attività reali e finanziare direttamente piccole e medie imprese non quotate. «Nel nostro Paese è già possibile istituire organismi analoghi agli Eltif. Il decreto legislativo n. 91 del 24 giugno 2014 ha infatti riconosciuto agli Oicr (fondi comuni ndr) di diritto italiano la possibilità non solo di investire in crediti erogati da terzi ma anche di effettuare finanziamenti diretti, ad esempio a favore di pmi, i cosiddetti fondi di credito. La filosofia che ha ispirato le due tipologie di strumenti è analoga, ma ci sono delle differenze - precisa Roberta D?Apice, direttore settore legale di Assogestioni -. Un Eltif, ad esempio, non può erogare finanziamenti finanziandosi a sua volta. I fondi di credito, invece, possono far ricorso alla leva finanziaria sia pure nel rispetto di limiti stringenti, differenziati a seconda che il fondo sia retail o riservato. D'altro canto, gli Eltif, contrariamente ai fondi di credito [...] Leggi tutto

mercoledì 23 settembre 2015

Polizze, fondi e buoni consigli
i banker guardano oltre la bufera

Da CorrierEconomia del 14 settembre 2015  -  Leggi tutto
 
Private bank alla prova della tempesta estiva. Nel primo trimestre, le masse gestite dai servizi finanziari di alto profilo sono aumentate di 39 miliardi (+7,8%), portando il patrimonio amministrato dall’industria a quota 540 miliardi, secondo i dati dell’Aipb. A fronte di una raccolta netta in costante espansione dal 2011, nel primo quarto d’anno il contributo maggiore alla crescita degli asset è venuto da una brillante performance dei portafogli: +5,6%, pari a 28 miliardi.

Meccanismi La consulenza sul risparmio amministrato, in particolare, ha saputo interpretare al meglio gli andamenti di Borsa, facendo registrare un effetto mercato sugli investimenti pari al 14,4%. Ma se nel primo scorcio dell’anno il rally dell’Europa ha facilitato l’attività dei [...] Leggi tutto

martedì 22 settembre 2015

Lombardia, Emilia, Veneto e Piemonte
Ecco la mappa delle regioni «forziere»

Da CorrierEconomia del 14 settembre 2015, pag. 27   -   Leggi tutto

Quasi due terzi della ricchezza «private» italiana sono custoditi in quattro regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. E il divario tra Nord e Sud tende ad allargarsi con la progressiva uscita del Paese dalla crisi economica. É quanto emerge da un'analisi dell'ufficio studi dell'Aipb, secondo cui il 68% del mercato potenziale sarebbe localizzato al Nord, seguito dal Centro Italia (18%) e dalle altre regioni (14%). La Lombardia detiene la quota più rilevante degli asset riconducibili ai grani patrimoni, pari a 295 miliardi di euro, in aumento del 5,6% rispetto all'anno precedente. Seguono, a distanza, Emilia Romagna (109 miliardi), Veneto e Piemonte (102 miliardi circa a testa). A conti fatti, queste quattro regioni valgono da sole il 62% delle masse private italiane e, secondo stime dell?Aipb, hanno assorbito quasi 9 degli oltre 12 milia [...] Leggi tutto

lunedì 21 settembre 2015

Professione - La finanza (da sola) non basta

Da CorrierEconomia del 14 settembre 2015

Se leggere l'andamento dei mercati diventa sempre più complesso, anche i gestori di portafoglio devono essere più preparati. «Negli ultimi tre anni, i mercati finanziari hanno offerto performance nel complesso positive. Ci avviciniamo a una fase caratterizzata da una volatilità più marcata e per fare la differenza, in questo scenario, servono maggiori competenze», premette Stefano Piantelli, direttore commerciale di Bim Banca Intermobiliare. Oggi, però, i private banker non possono limitarsi a conoscere bene la materia dei mercati e degli investimenti finanziari. «Devono padroneggiare almeno altre tre aree - precisa Piantelli -: il risparmio assicurativo, la consulenza fiscale e la finanza straordinaria».Competenze Sempre meno gestori di portafoglio, quindi. Sempre più consulenti globali, coordinatori della relazione tra il cliente e la banca. Così sembra destinata a cambiare la professione del private banker nei prossimi anni. E non è un caso che alcune private bank, in fase di reclutamento, tendano a privilegiare professionisti di provenienza non esclusivamente bancaria. «Noi guardiamo con attenzione a chi, prima di lavorare in banca, ha fatto esperienza in studi professionali di avvocati [...] Leggi tutto

Emergenti? No grazie

Da Milano Finanza del 19 settembre 2015, pag. 43

Le violente ondate d'instabilità innescate dalla Cina durante l'estate, le turbolenze sui mercati emergenti e la bassa inflazione, favorita in modo persistente dal crollo dei prezzi delle materie prime hanno convinto la Federal Reserve a rinviare ulteriormente la svolta monetaria. Ma la [...] leggi tutto

domenica 20 settembre 2015

Conti correnti, trasloco facile al 2,5 per cento

Da CorrierEconomia del 14 settembre 2015, pag. 25
 
Traslocare il conto con solo clic da una banca ad un'altra. Entro 12 giorni lavorativi, come prevede il decreto numero 3 del 24 gennaio 2015, convertito in legge il 24 marzo scorso. Senza costi e con tutti i servizi collegati: carta di credito, accredito dello stipendio, bollette e addebiti ricorrenti, compresa la rata del mutuo. Widiba, la banca online di Banca Mps, è la prima a rendere la procedura disponibile online e a sfruttare in modo positivo (per i conti dell'istituto e si spera anche per i clienti) una regola nuova che abbatte un po' di burocrazia e un po' di lungaggini che spesso scoraggiano i traslochi finanziari dei correntisti. Ed ecco come funziona: sul sito web [...] Leggi tutto

martedì 15 settembre 2015

Pasquoni (Tower Watson), doppia sfida
per i gestori delle pensioni

Da Milano Finanza del 12 settembre 2015, pag. 30

A nove mesi dall'entrata in vigore del decreto ministeriale 166/2014 che ha modificato la disciplina degli investimenti dei fondi pensione, gli operatori italiani non sembrano aver accolto la sfida del regolatore alla conquista di una maggiore autonomia gestionale. «L'atteggiamento[...] Leggi

Bond a prova di crisi

Da Milano Finanza del 12 settembre 2015, pag. 44

Chi si tiene alla larga dal debito dei Paesi emergenti, indistintamente, perché teme gli effetti della risalita dei tassi americani potrebbe avere torto. È vero che l'annuncio della riduzione dello stimolo monetario da parte dell'allora presidente Ben Bernanke nella primavera del 2013[...] Leggi

lunedì 14 settembre 2015

Un paracadute per le aziende con il passo globale

Da CorrierEconomia del 7 settembre 2015, pag. 24 - Leggi

Alimenti contaminati. Richiamo in fabbrica di prodotti difettosi o pericolosi. Situazioni di grave tensione geopolitica, rivolte sociali e terrorismo. La gamma dei potenziali fattori di rischio che possono minacciare la sopravvivenza di un'azienda, specialmente quando varca i confini del proprio Paese per aprirsi a mercati esotici, è molto ampia. E spesso l'imprenditore sottovaluta l'impatto che questi eventi possono avere sul destino dell?azienda, in termini di costi da sostenere (non solo operativi, anche reputazionali) e profitti mancati. «In Italia, il rischio più sottovalutato è quello legato alla contaminazione di prodotti alimentari e all'eventuale loro richiamo dal mercato», dichiara Christof Bentele, head of global crisis management di Allianz global corporate & specialty (Agcs). Emergenza Gli standard qualitativi dell?industria agroalimentare italiana sono tra i più elevati in Europa e non solo, assicura Bentele. Ma dove ci sono persone che lavorano, possono verificarsi degli errori. Con ripercussioni potenzialmente gravissime. Talvolta il problema nasce da una semplice discrepanza tra le normative sulla sicurezza alimentare del Paese di produzione e quello d?importazione. Bentele cita il [...] Leggi tutto

martedì 8 settembre 2015

L'effetto scarsità paga

Da Milano Finanza del 5 settembre 2015, pag. 38

È vero che la Federal Reserve inizierà a normalizzare la sua politica monetaria, forse già in questo mese di settembre o poco più avanti. Entro l'anno infatti la maggior parte degli analisti si aspetterà il primo rialzo del costo del denaro negli Usa Ma in Europa [...] Leggi