venerdì 25 settembre 2015

La City paga ancora il conto della frenata globale

Da CorrierEconomia del 21 settembre 2015, pag. 25
 
Sotto la bufera estiva, Londra ha sofferto più di altre piazze. La caduta del mese di agosto ha spinto l'indice Ftse 100 in territorio negativo rispetto alle quotazioni di inizio anno, con un distacco di quasi 10 punti percentuali da recuperare sul paniere europeo, l'Eurostoxx 50. Uno scivolone che non dovrebbe stupire, nonostante il Regno Unito abbia offerto risultati più robusti sul piano macro, a cominciare dalla crescita del pil, che molti economisti collocano tra il 2,4% e il 2,7% per il 2015: un punto netto in più sulle previsioni della zona euro. «L'Ftse è un indice più spiccatamente globale: tre quarti degli utili prodotti dalle 100 maggiori aziende quotate a Londra vengono macinati fuori dai confini nazionali», ricorda James McCann, economista per il Regno Unito e l'Europa di Standard Life Investments, che dichiara un posizionamento neutrale sulle azioni del Regno Unito. Si calcola che circa il 33% dei profitti realizzati dalle aziende del principale indice della Borsa inglese provengano dai mercati emergenti. Inevitabile che il listino londinese abbia pagato di più la fase di rallentamento in atto nei Paesi meno sviluppati. Altri due fattori giustificano la sottoperformance di Londra nel 2015 [...] Leggi

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