venerdì 30 ottobre 2015

I titoli verdi beneficiati dal diesel-gate

Da CorrierEconomia del 26 ottobre 2015, pag. 26

«I motori diesel non scompariranno a breve. Ma il caso Volkswagen rafforza la nostra convinzione che il monopolio dei derivati del petrolio come carburante per i trasporti sia finito». Secondo Henning Padberg, gestore del Climate and environment fund di Nordea, è ancora presto per quantificare le conseguenze dello scandalo che ha travolto la casa tedesca, sul settore automobilistico e sull'economia teutonica. Se è vero che persino le società attive nel settore della mobilità sostenibile sono inciampate nella vicenda dei software truccati, a causa di un possibile effetto sulle vendite, per alcune di queste le prospettive di lungo termine sono tuttavia migliorate. É il caso di Infineon, azienda quotata a Francoforte, leader nel segmento dei semiconduttori di potenza. «Nel passaggio da un motore tradizionale a quello ibrido, il contenuto a base di semiconduttori triplica. Questa è una delle aree con maggiori potenzialità di crescita», osserva Padberg. Un altro esempio è Continental: oltre agli pneumatici, l'azienda tedesca realizza i sensori in grado di controllarne la pressione, allo scopo di ridurre le emissioni inquinanti. «Il diesel-gate incoraggerà molte case automobilistiche a investire di più nella ricerca e sviluppo e a dotare le proprie autovetture di dispositivi per ridurre i consumi e migliorare l'efficienza, anche a fronte di un aumento dei costi di produzione. Le società più attive in questi segmenti di business saranno premiate». I temi dell'efficienza energetica e della mobilità sostenibile sono i più rappresentati [...] Leggi l'articolo

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